Savona: consulente finanziaria truffa 5 milioni di euro
Nel raggiro, posto in essere dalla donna che era formalmente in pensione e radiata dall'albo 11 anni fa, sono finite 112 persone tra i 30 e i 70 anni
Savona: consulente finanziaria truffa 5 milioni di euro. Nel raggiro, posto in essere dalla donna che era formalmente in pensione e radiata dall’albo 11 anni fa, sono finite 112 persone tra i 30 e i 70 anni.
Una donna, consulente finanziario e bancario con lunga esperienza, formalmente in pensione e cancellata dall’albo dal 2014, è stata arrestata dalla Guardia di Finanza di Savona con l’accusa di abusivismo finanziario, truffa aggravata, riciclaggio, impiego di denaro illecito e autoriciclaggio.
Nonostante fosse formalmente fuori dal settore, la donna ha continuato a gestire e raccogliere i risparmi di 112 clienti, promettendo rendimenti elevati e sicuri, anche attraverso parziali restituzioni per guadagnarsi la fiducia.
Operazioni sospette
Le indagini sono partite dall’analisi di operazioni sospette sui conti correnti familiari, che hanno evidenziato movimenti in entrata per oltre cinque milioni di euro tra il 2020 e il 2025, accompagnati da causali generiche e da querele di clienti insospettiti dalle mancati restituzioni di denaro.
La truffa messa in atto era di tipo piramidale, noto come schema Ponzi: gli investimenti promessi non venivano realmente effettuati, e i fondi raccolti transitarono su conti correnti personali, familiari e aziendali della donna.
Inoltre, la consulente ha fornito ai clienti prospetti falsificati attestanti la redditività di investimenti in fondi comuni lussemburghesi.
La platea di clienti raggirati era variegata, comprendendo persone tra i 30 e i 70 anni, con profili che spaziavano da pensionati a professionisti, imprenditori e dirigenti di multinazionali. Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati un’auto di lusso e 23 immobili nel Ponente Ligure.
Contestualmente, è stata aperta una partita IVA d’ufficio nei confronti della consulente e condotta una verifica fiscale che ha portato al recupero di circa 3 milioni di euro di proventi illeciti evasi.