Italia

2020 il governo proroga Opzione Donna, Quota 100 e Ape Social?

di  Redazione  -  18 Ottobre 2019

Vi sarà una proroga per Opzione Donna, Ape social e Quota 100 anche nel 2020? La nuova legge di bilancio è stata approvata dal consiglio dei ministri del 16 ottobre 2019; anche se il testo non è ancora stato pubblicato è già possibile tirare un po’ di somme su quello che sarà il piano economico del Governo per il prossimo anno relativamente alle pensioni.

Per quanto riguarda previdenza e pensioni quello che salta all’occhio, anche se siamo ancora nella fase embrionale della manovra, è che non vi saranno grosse novità rispetto a quest’anno; sembra infatti che il Governo giallo-rosso abbia deciso di prorogare anche per il 2020 le misure di anticipo pensione più importanti: opzione donna, quota 100 e ape social.
Ripetiamo che siamo ancora nell’ambito delle ipotesi, visto il testo non c’è ancora e comunque il disegno di legge di bilancio dovrà essere convertito in generale legge dal Parlamento entro il 31 dicembre; manca quindi ancora molto tempo perchè l’iter si consideri concluso. Da comprendere inoltre se le altre misure previdenziali quali la pace contributiva e il riscatto della laurea agevolato saranno riproposti anche per il prossimo anno; infine si parla molto di una rivalutazione delle pensioni per il prossimo anno. Ma passiamo ora a fare un breve ripasso delle misure pensionistiche in oggetto

Legge di bilancio 2020, proroga opzione donna: cos’è e come funziona

Come detto, Opzione Donna, una delle misure più interessanti per la pensione anticipata, dovrebbe essere riproposta anche per il 2020. Il Ministro dell’economia Gualtieri sembra aver confermato la presenza in Legge di Bilancio di questa misura insieme all’Ape social. L’opzione donna, lo ricordiamo, era stata reinserita dal precedente Governo giallo-verde dopo uno stop avuto per l’anno 2018.

Questa misura pensionistica consiste nella possibilità per le lavoratrici, sia autonome che dipendenti, di poter andare in pensione in anticipo rispetto alla normale età di pensionamento, ma a determinate condizioni.
L’accesso, se tutto rimane invariato, dovrebbe essere garantito alle lavoratrici dipendenti con un’età anagrafica di 58 anni e di 59 anni se autonome, con almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre dell’anno di domanda. Per questo meccanismo di pensionamento si applicano le finestre mobili (12 mesi per le dipendenti e 18 per le autonome), che fanno slittare la decorrenza del primo assegno pensionistico.