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Russia nuova legge: l’ultima follia del governo targato Putin

di  Redazione  -  3 Dicembre 2019

Russia nuova legge: l’ultima follia del governo targato Putin. Ieri, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che dà al governo il diritto di considerare giornalisti, blogger e utenti dei social network stranieri come agenti di altri governi.

La legge ne integra una precedente, del 2017, che permette di fare la stessa cosa con le testate giornalistiche straniere. Era stata introdotta dopo che il governo degli Stati Uniti aveva dichiarato la televisione RT, finanziata dal governo russo, un agente straniero.

Il nuovo provvedimento riguarda chiunque diffonda contenuti prodotti da media considerati agenti stranieri e riceva pagamenti dall’estero, prevede, inoltre, la possibilità di sorvegliare i sospetti in modo particolare.

La legge ha ricevuto estese critiche in Russia, ed è stata accusata di essere un’ulteriore limitazione della libertà d’espressione e di stampa.

Gli obblighi per i media «foreign agents»

Secondo la nuova legge, i media che saranno considerati come “agenti stranieri” dal Cremlino avranno l’obbligo di registrarsi presso il governo, di rendicontare minuziosamente i propri finanziamenti e la propria situazione fiscale, e di fornire dei report periodici dettagliando le proprie attività. La stessa legge obbliga, altresì, a etichettare con chiarezza qualsiasi pubblicazione proveniente da questi media come proveniente da un “agente straniero” (regime cui già sono sottoposte le pubblicazioni di diverse Ong internazionali invise al Cremlino). Inoltre, il voto della Duma conferisce importanti poteri al procuratore generale russo, che avrà la facoltà di oscurare i siti web ricollegabili alle «organizzazioni non desiderate» che non si conformeranno alla normativa.

 

Restano da chiarire alcuni aspetti della legge. Non sono, infatti, specificate le motivazioni sulla base delle quali il governo russo potrà imporre gli obblighi di registrazione suddetti e nemmeno la procedura da seguire. Fatto che ha sollevato lo sdegno di diversi osservatori internazionali, che hanno denunciato il rischio di una sostanziale arbitrarietà nelle decisioni del Cremlino. Dal testo della legge – sottolinea ad esempio Human Rights Watch – non è nemmeno chiaro a quali soggetti si applicherà la nuova normativa, dal momento che la stessa parla di organizzazioni che diffondono «messaggi o materiali stampati, audio, audiovisivi o di altro tipo» a un pubblico illimitato. Il che potrebbe tradursi in un’applicazione molto estensiva della disciplina che, oltre che alle tradizionali media company o ai blogger, potrebbe includere anche accademici, Ong e social media.