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Bimbi a scuola in calesse, furia degli animalisti: “Così i cavalli soffrono”

di  Redazione  -  14 Gennaio 2020

Bimbi a scuola in calesse, furia degli animalisti: “Così i cavalli soffrono”. Una scelta che ha scatenato l’ira degli animalisti. Il prossimo anno i bimbi del quartiere Grieu andranno a scuola in “equibus”. Ovvero un calesse trainato da un cavallo mediante l’aiuto di una batteria elettrica.

Un percorso di tre chilometri e mezzo, dalla durata di circa 20 minuti.

L’iniziativa

L’iniziativa da parte di Jean-Michel Bérégovoy è volta a ridurre i gas di scarico. L’assessore francese ambientalista punta forte sulla proposta. Il prossimo 15 marzo vuole essere rieletto al comune di Rouen, in Normandia. Il servizio in questione, a Vendargues nell’Herault, prende il nome di “hippobus”. Tuttavia, come riportato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, il progetto deve fare i conti con una dura presa di posizione da parte di due abitanti della vicina Sotteville. I due Manu Tritz e la sua compagna Stessy hanno lanciato una petizione, raccogliendo in pochi giorni oltre 34mila firme.

La petizione

“Comprendiamo e condividiamo la volontà di proporre un modello alternativo di trasporto per ridurre l’inquinamento, ma c’è un parametro che non è stato minimamente preso in conto: il benessere dell’animale”, si legge. “Non c’è pericolo” I due sono militanti antispecisti, cioè rifiutano la gerarchia tra le specie, la superiorità di quella umana e la sopraffazione delle altre, e dunque si oppongono alla “modalità calesse”.

Le reazioni della politica

Bérégovoy ha voluto sottolineare: “Non so più cosa dire. Mi preoccupo da sempre del benessere degli animali, mi sono opposto per esempio all’uso degli animali nel circo. Ma qui ci siamo informati, abbiamo fatto attenzione alla qualità e alla leggerezza dei finimenti, abbiamo pensato alla trazione assistita elettricamente, e al percorso dove c’è poco traffico”. Risulta vero che il cavallo viene messo al servizio dell’uomo, ma si tratta di un modo per “farlo entrare nella vita quotidiana degli esseri umani”. L’assessore infine si è domandato stizzito: “Se è questo a dare fastidio, finiremo per proibire anche i cani che aiutano i ciechi o quelli che soccorrono gli alpinisti travolti dalle valanghe?”. La ricercatrice agronomica Jocelyne Porcher è del parere che estremizzare la causa animalista possa arrecare danni all’esistenza di molte specie. “Gli animali sono stati addomesticati dall’uomo migliaia di anni fa, e lavorano per noi da sempre”. L’ex allevatrice al Figaro ha avvertito. “Se aboliamo il loro lavoro, non saranno più redditizi e scompariranno. Come sta accadendo in Asia, dove la fine progressiva del lavoro degli elefanti sta provocando l’estinzione della specie”.

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