25enne muore dopo aver assunto cocaina di pessima qualità

I carabinieri di San Donato Milanese sono riusciti ad arrestare quattro pusher per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
di  Redazione
2 settimane fa - 4 Giugno 2021

25enne muore dopo aver assunto cocaina di pessima qualità. I carabinieri di San Donato Milanese hanno arrestato quattro persone, di cui tre italiane, con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.

L’arresto, disposto dal gip del tribunale di Milano dietro la richiesta della Procura, è arrivato al termine di un’attività di indagine nata dal decesso di un ragazzo di 25 anni morto lo scorso agosto a Segrate, alle porte di Milano.

Secondo quanto ricostruito dai militari investigatori, il giovane era deceduto precipitando dal sesto piano del suo stabile dopo aver perso l’equilibrio in seguito all’assunzione di cocaina di pessima qualità.

Le indagini nate dalla morte di un ragazzo di 25 anni

Dal tragico evento, i carabinieri hanno ricostruito tutti i contatti della vittima, risalendo al pusher che gli aveva venduto la droga, un italiano di 40 anni, che nella notte antecedente alla morte del giovane gli aveva venduto la coca.

I militari hanno quindi organizzato diversi pedinamenti e altrettante intercettazioni telefoniche riuscendo a scoprire un’intera organizzazione che gestiva lo spaccio in paesi dell’hinterland milanese, da Segrate a Peschiera Borromeo e fino a Cernusco sul Naviglio.

L’organizzazione della banda criminale sgominata

Il presunto capo era il cittadino straniero finito oggi in manette insieme agli altri tre. Era lui, secondo gli inquirenti, a confezionare e custodire la cocaina. Altri due pusher, invece, facevano da “palo”, allertando il primo dell’eventuale presenza delle forze dell’ordine.

Il quarto, infine, teneva e curava i contatti e aiutava nel lucroso mercato di smercio della sostanza. Per tutti sono scattate la manette ai polsi e sono portati in carcere nella mattinata di oggi, venerdì 4 giugno.

Donna ferita a sprangate da compagno

Una donna di 42 anni di Mandello del Lario (Lecco) è stata ricoverata in gravi condizioni dopo essere stata ripetutamente colpita al capo con un tubo metallico, ieri sera dal compagno di 47 anni, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’aggressione è arrivava al culmine di una lite che, stando a una prima ricostruzione, sarebbe avvenuta davanti alla figlia adolescente della donna ferita. Quest’ultima ha poi altri due figli piccoli avuti con l’uomo che, dopo un periodo trascorso nella zona di Napoli, era tornato nel Lecchese.

A dare l’allarme sono stati i vicini, dopo aver visto la donna urlante e sanguinante, fuggire da casa. Secondo una prima ipotesi, a scatenare la violenza sarebbero state delle discussioni. L’uomo è stato portato in caserma in attesa delle decisioni del magistrato.

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