Umberto Bossi è morto
Umberto Bossi è morto. La notizia della sua scomparsa, confermata dalle principali agenzie proprio in questi minuti di giovedì 19 marzo 2026, segna comunque la fine di un’epoca politica.
È stato l’uomo che negli anni ’80 ha trasformato il malcontento del Nord in un movimento politico strutturato, la Lega Nord, sfidando il centralismo romano.
Senza di lui non sarebbe mai nato il centrodestra di governo; il suo rapporto con Silvio Berlusconi (spesso turbolento) ha dominato vent’anni di politica italiana.
Dalla “canottiera” ai comizi a Pontida, ha imposto un’estetica e un linguaggio popolare che ha anticipato molti dei populismi moderni.
Dopo l’ictus del 2004, la sua voce era diventata un soffio, ma la sua presenza a Gemonio è rimasta fino all’ultimo un pellegrinaggio obbligato per chiunque volesse guidare il partito.
Il cordoglio della politica
In questi minuti stanno arrivando i messaggi di cordoglio da tutto il mondo politico. Matteo Salvini e i vertici della Lega si stanno stringendo attorno alla famiglia (alla moglie Manuela Marrone e ai figli) per onorare l’uomo che, tra luci e ombre, ha segnato la Seconda Repubblica.
È un momento storico per l’Italia: se ne va l’ultimo dei “grandi vecchi” che hanno partecipato al crollo dei vecchi partiti e alla nascita della politica moderna.