Gino Paoli, autore del Cielo in una stanza, è morto
Il cantautore, tra i maggiori rappresentanti della musica leggera italiana, si è spento nella notte circondato dai suoi cari
Gino Paoli, autore del Cielo in una stanza, è morto. Il cantautore, tra i maggiori rappresentanti della musica leggera italiana, si è spento nella notte circondato dai suoi cari.
La scomparsa di Gino Paoli, avvenuta oggi martedì 24 marzo 2026, segna la fine di un’era per la cultura italiana. A 91 anni, il “poeta della semplicità” si è spento in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari, come annunciato dalla famiglia in una nota che chiede la massima riservatezza.
Esponente di spicco della prima “scuola genovese” insieme a Luigi Tenco, Umberto Bindi e Bruno Lauzi, Paoli ha firmato brani che sono diventati parte integrante del patrimonio genetico del Paese.
Da Il cielo in una stanza a La gatta, da Senza fine a Sapore di sale, fino alla rinascita degli anni ’80 con Una lunga storia d’amore e la vittoria al Festivalbar del 1991 con Quattro amici, la sua carriera sessantennale è stata un lungo racconto di amore, crisi e rinascite.
Nato a Monfalcone nel 1934 ma genovese d’adozione sin dai primi mesi di vita, ha vissuto un’esistenza fuori dagli schemi, segnata da amori celebri e discussi — come quelli con Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli — e da momenti drammatici, come il tentativo di suicidio nel 1963. Quel proiettile fermatosi nel torace lo ha accompagnato per tutta la vita, simbolo fisico di una natura resiliente e profondamente anarchica, ereditata dal nonno.
Oltre alla musica, Paoli ha servito il Paese come parlamentare dal 1987 al 1992 tra gli Indipendenti di Sinistra e ha guidato la SIAE come presidente.
La sua morte si inserisce in un 24 marzo già funestato da gravi perdite per la cultura italiana, tra cui quella dell’urbanista Italo Ferraro a Napoli. Mentre Genova si prepara a rendere omaggio al suo “artigiano della canzone”, l’Italia intera saluta l’uomo che ha saputo trasformare i sentimenti più intimi in cieli infiniti.