Addio a Beppe Savoldi: se ne va l’implacabile “Mister due miliardi”
L'ex bomber di Napoli, Bologna e Atalanta è morto a 79 anni. Fu il primo calciatore della storia pagato una cifra record nel 1975
Addio a Beppe Savoldi: se ne va l’implacabile “Mister due miliardi”. L’ex bomber di Napoli, Bologna e Atalanta è morto a 79 anni. Fu il primo calciatore della storia pagato una cifra record nel 1975.
Una carriera da fuoriclasse
Nato nel 1947, Beppe Savoldi è stato il prototipo del centravanti moderno: potente, acrobatico e letale sotto porta. Esploso nell’Atalanta, è a Bologna che diventa un gigante, vincendo due Coppe Italia e il titolo di capocannoniere della Serie A (ex aequo con Pulici e Rivera).
Nel luglio 1975, il passaggio al Napoli per la cifra astronomica di due miliardi di lire (1,4 miliardi cash più i cartellini di Clerici e Rampanti). Fu uno shock sociale: i sindacati dei netturbini napoletani protestarono, sostenendo che quei soldi avrebbero potuto risanare gli stipendi arretrati della categoria.
Savoldi spense le polemiche a suon di gol, diventando l’anima di un Napoli che sognava lo scudetto e vincendo un’altra Coppa Italia in maglia azzurra.
L’ultimo saluto
Il figlio Gianluca lo ha ricordato con un post toccante, ringraziando il personale medico del Papa Giovanni XXIII — l’ospedale dove oggi è stata dichiarata fuori pericolo la docente Chiara Mocchi — e dell’Istituto Palazzolo, che lo hanno assistito con cura fino alla fine.
L’eredità di un “Principe dell’Area”
Savoldi non è stato solo un marcatore; è stato il simbolo di un calcio che passava dal romanticismo al business, restando però sempre fedele al campo. La sua capacità di elevazione e il suo sorriso solare resteranno impressi nella memoria dei tifosi di tre città che oggi si sentono un po’ più sole.