Addio a Vincenzo D’Agostino, il paroliere che ha segnato la musica napoletana: aveva 65 anni
Autore di migliaia di brani e storico collaboratore di Gigi D’Alessio, si è spento per un arresto cardiaco. Il cordoglio del mondo della musica e il ricordo dei suoi più grandi successi
Addio a Vincenzo D’Agostino, il paroliere che ha segnato la musica napoletana: aveva 65 anni. Autore di migliaia di brani e storico collaboratore di Gigi D’Alessio, si è spento per un arresto cardiaco. Il cordoglio del mondo della musica e il ricordo dei suoi più grandi successi.
Si è spento a 65 anni Vincenzo D’Agostino, tra i più noti parolieri della scena musicale italiana e figura chiave del panorama neomelodico napoletano. Da tempo combatteva contro una malattia, ma a causarne la morte è stato un arresto cardiaco. La notizia ha rapidamente fatto il giro del web, suscitando profonda commozione tra colleghi, artisti e fan.
A confermare la scomparsa è stato Gigi D’Alessio, legato a D’Agostino da un lungo sodalizio artistico e umano. Il cantautore ha pubblicato su Instagram una loro foto insieme, accompagnata da un semplice e intenso messaggio: “Senza parole”. Migliaia i commenti di cordoglio apparsi sotto il post, molti dei quali firmati da volti noti della musica partenopea.
La carriera di Vincenzo D’Agostino è stata costellata di collaborazioni prestigiose. Dopo gli esordi nella discografia campana con Carmelo Zappulla, nel 1992 scrisse per Nino D’Angelo il brano Proviamo ancora. L’incontro con Gigi D’Alessio, però, rappresentò la svolta decisiva: tra il 1991 e il 2005 firmò migliaia di canzoni per l’artista, contribuendo in modo determinante al suo successo.
Tra i brani più celebri figura Non dirgli mai, presentato al Festival di Sanremo nel 2000 e inserito in un album certificato cinque volte disco di platino. L’anno successivo arrivò un nuovo trionfo con Tu che ne sai, contenuto in un disco che raggiunse sei dischi di platino. Nel 2005 tornò a Sanremo con due brani: L’amore che non c’è per D’Alessio e Ragazza di periferia, interpretato da Anna Tatangelo.
Nel corso della sua carriera ha scritto anche per Mario Merola, Sal Da Vinci e numerosi altri artisti campani, lasciando un segno profondo nella musica popolare italiana. Tra le sue ultime opere di grande successo si ricorda Rossetto e caffè, inciso da Sal Da Vinci nel 2024.
Con la sua scomparsa, la musica italiana perde una penna capace di raccontare sentimenti semplici e autentici, trasformandoli in brani destinati a rimanere nel tempo.