Addio al “Castello delle Cerimonie”: scattano i sigilli alla Sonrisa

Esecuzione coatta del provvedimento emesso dal GIP di Torre Annunziata. La celebre struttura di Sant'Antonio Abate era già stata confiscata a febbraio 2024

Redazione
Addio al “Castello delle Cerimonie”: scattano i sigilli alla Sonrisa
Castello delle Cerimonie

Addio al “Castello delle Cerimonie“: scattano i sigilli alla Sonrisa. Esecuzione coatta del provvedimento emesso dal GIP di Torre Annunziata. La celebre struttura di Sant’Antonio Abate era già stata confiscata a febbraio 2024.

Si chiude definitivamente un’epoca per il mondo delle cerimonie e della ricettività campana. Nella mattinata di oggi, venerdì 24 luglio 2026, sono scattate le operazioni di sequestro e sgombero dei locali commerciali del Grand Hotel La Sonrisa a Sant’Antonio Abate (Napoli), la nota struttura resa celebre dal programma televisivo «Il Castello delle Cerimonie».

La Polizia Municipale, in stretta collaborazione con il Commissariato di Polizia di Stato e i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha notificato ed eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura guidata da Nunzio Fragliasso.

Le motivazioni giuridiche e i sigilli

Il provvedimento giunge al culmine di un lungo iter avviato con la confisca definitiva del complesso risalente al febbraio 2024, che ha trasferito la proprietà dell’immobile al Comune di Sant’Antonio Abate.

L’ufficio inquirente ha ipotizzato il reato di invasione di terreni o edifici. La giurisprudenza della Cassazione stabilisce infatti che la permanenza sine titulo all’interno di un immobile altrui (anche da parte dell’ex proprietario che ne abbia perso la titolarità) integri l’occupazione arbitraria.

Nonostante le attività ricettive fossero cessate a giugno 2026, i locali non erano mai stati liberati né riconsegnati all’ente locale dopo l’ordinanza di maggio. Le forze dell’ordine hanno apposto i sigilli ad ingressi, uffici e aree commerciali.

I componenti della famiglia Polese rimangono per il momento all’interno dei rispettivi appartamenti privati situati nel complesso.

Il nodo occupazionale e il futuro della struttura

L’operazione, coordinata anche in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, si è svolta senza criticità per l’ordine pubblico.

Resta accesa la vertenza sul futuro dei dipendenti e dei lavoratori dello storico impianto ricettivo, al centro di diversi tavoli di confronto istituzionali per individuare forme di tutela occupazionale.

Con lo sgombero di arredi e macchinari, il Comune di Sant’Antonio Abate prenderà in carico la gestione della vasta area per valutarne la futura destinazione d’uso pubblica.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR