Agguato a Ponticelli: ucciso Antonio Musella, detto “‘o muccuso”
Crivellato di colpi mentre guidava un Doblò nel lotto 6. Morto all'Ospedale del Mare di Napoli nonostante i soccorsi. Giallo sul movente: la vittima non era legata ai clan
Agguato a Ponticelli: ucciso Antonio Musella, detto “‘o muccuso“. Crivellato di colpi mentre guidava un Doblò nel lotto 6. Morto all’Ospedale del Mare di Napoli nonostante i soccorsi. Giallo sul movente: la vittima non era legata ai clan.
L’omicidio di Antonio Musella, consumato poco dopo la mezzanotte tra le strade di Ponticelli, squarcia il velo di apparente calma nella periferia est, riportando al centro della cronaca la ferocia di modalità che non lasciano scampo.
Un delitto che presenta i tratti tipici dell’esecuzione camorristica, ma che apre un rebus investigativo non indifferente per le forze dell’ordine.
L’esecuzione e la corsa inutile in ospedale
L’agguato è scattato in via Luca Pepe, in una zona ad altissima densità criminale. Musella, 50 anni compiuti lo scorso ottobre, era alla guida di un furgoncino Fiat Doblò quando i killer lo hanno affiancato. Almeno cinque proiettili lo hanno raggiunto, trasformando il mezzo in una trappola di lamiera.
Quando la Squadra Mobile e i sanitari del 118 sono giunti sul posto, “‘o muccuso” lottava ancora tra la vita e la morte. La corsa disperata verso l’Ospedale del Mare si è conclusa poco dopo: le ferite riportate erano troppo gravi.
L’omicidio è avvenuto nel “lotto 6”, territorio dove storicamente si scontrano i clan De Luca Bossa-Minichini e i De Micco. Una terra di nessuno dove ogni proiettile ha un peso politico criminale.
Il mistero del movente
Gli investigatori della Mobile si trovano davanti a un profilo atipico. Antonio Musella aveva qualche precedente, ma non risultava affiliato a nessuna cosca. Perché, allora, utilizzare una potenza di fuoco e una modalità così platealmente camorristica?
Si indaga a 360 gradi. Potrebbe trattarsi di una “lezione” finita nel sangue, di uno scambio di persona o di un coinvolgimento in affari illeciti (come lo spaccio o il racket) gestiti in autonomia, che avrebbero infastidito gli “egemoni” della zona.