Al Bano e Iva Zanicchi sul Fesival di Sanremo: “Italia in Lutto”

O fai così o avremmo avuto molti più morti di covid
di  Redazione
3 mesi fa - 6 Marzo 2021

Al Bano e Iva Zanicchi sul Fesival di Sanremo: “Italia in Lutto”. Il Festival di Sanremo al tempo del covid non sta andando bene come si sperava. Ne abbiamo parlato con due veterani, Iva Zanicchi e Albano Carrisi

Il Festival di Sanremo al tempo del covid non sta andando bene come si sperava. Ne abbiamo parlato con due veterani, Iva Zanicchi e Albano Carrisi. Quanto influisce il Covid sulla gara? Penso soprattutto al caso di Irama…

Albano: “Il Festival è importante, ma il predominio è di questa sciagura mondiale”. Zanicchi: “Sicuramente è uno spauracchio e tutti i cantanti vivono in apprensione. È vero che hanno riammesso Irama, ma un conto è cantare sul palco, un altro è mandare in onda una prova”.

“In 71 è successo solo con Claudio Villa e basta. Credo che questo Covid spaventi abbastanza perché mi dicono che non ci sono solo due casi nella cerchia di Irama, ma anche altre persone sono positive e, magari, lo tengono segreto perché non possiamo interrompere il Festival”.

“Ma quella di Sanremo è una zona al confine con la Francia che, dopo il Festival, sarà zona rossa di sicuro”. Il calo degli ascolti dipende sempre dal basso clima di spensieratezza dovuto al Covid?

Albano: “Eh sì, è un’Italia a lutto. Ogni giorno muoiono 250-300 persone e ci sono migliaia di persone che piangono qualcuno di importante che è venuto a mancare per colpa del Covid e questo ha un’incidenza incredibile su Sanremo”.

Zanicchi: “No, anzi, questo mi meraviglia un po’. La gente è costretta a stare in casa e gli ascolti sarebbero dovuti essere maggiori di quanto fossero l’anno scorso. Sembrerà banale, ma io ho sentito parecchie persone che provano un senso di disagio a vedere il teatro dell’Ariston vuoto”

“dà un senso di malinconia pura. Poi, quando andavo al Festival io, c’erano 25 big e 2 esordienti, mentre adesso c’è qualche big e tanti bravissimi cantanti ma sconosciuti al grande pubblico. Questo influisce molto sull’amore che si ha per il Festival”

Infine, questo da tanti anni non è più il Festival della canzone italiana. La gara non dovrebbe essere interrotta dagli ospiti. Solo dopo che si sono sentite le canzoni, allora si fanno entrare i super ospiti e mandi in onda gli sketch altrimenti la gente si disinamora”.

Cosa pensa della scelta di non avere pubblico in sala? Può aver influito sulla conduzione?

Albano: “O fai così o avremmo avuto molti più morti di covid. Questa è la terza guerra mondiale. È il nemico comune per tutti. O te ne guardi o ti fa fuori”. Zanicchi: “Fiorello è geniale, è un vero showman che si inventa gli sketch dal nulla e Amadues gli ha fatto molto bene da spalla. Loro due sono un elemento vincente del Festival”.

“Certo che il pubblico fa la differenza perché quando si ottiene una standing ovation si capisce che la canzone è piaciuta molto. Qui, invece, ci sono applausi registrati uguali per tutti. È la reazione del pubblico che ti fa capire se hai una canzone vincente”. Il Giornale

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