Al Jewish Museum la rivoluzione culturale Usa del fotogiornalismo

Attraverso una mostra fotografica che ripercorre il periodo storico-culturale che va dagli anni 30 agli anni 50
di redazione
2 settimane fa
4 Aprile 2021

Al Jewish Museum la rivoluzione culturale Usa del fotogiornalismo. Le evoluzioni tecniche e culturali della carta stampata, in quella che è l’accezione di foto giornalismo, lo ritroviamo dal 3 aprile all’11 di luglio 2021 al Jewish Museum di New York.

Attraverso una mostra fotografica che ripercorre il periodo storico-culturale che va dagli anni 30 agli anni 50 ove si fa largo il fotogiornalismo. Un’epoca pionieristica ove l’evocazione dell’emozione data dall’immagine fotografica trova spazio e dimensione.

Foto vintage, in bianco e nero, layout di libri d’arte, copertine di riviste che hanno lasciato il segno all’epoca ma ancora oggi sono parte della memoria collettiva, 150 opere che vanno a comporre la mostra in modo del tutto dinamico.

Autori del calibro di Erwin Blumenfeld, uno dei fotografi di moda più noti, e la firma dietro storiche copertine di Vogue, Harper’s Bazaar, Cosmopolitan; un maestro di spessore, fonte ispirativa per fotografi, e non, del Surrealismo; purtroppo soltanto alcune delle sue opere fotografiche sono state viste ed esibite in Italia finora.

Cinque sezioni

Inoltre la mostra è divisa in cinque sezioni, ‘Art as Design, Design as Art’, ‘Fashion as Desire’, ‘The Contested Page’, ‘Reimagining Industry’ e ‘Graphic Effect’ con lavori, tra gli altri, di Richard Avedon, Lillian Bassman, Lester Beall, Margaret Bourke-White, Louis Faurer, Robert Frank, William Klein, Herbert Matter, Lisette Model, Gordon Parks.

Quest’ultimo lo ricordiamo per i suoi scatti memorabili di Muhammad Ali celebre pugile considerato uno dei migliori pesi massimi di tutti i tempi e tra i maggiori e più apprezzati atleti della storia.

Solo alcuni, dei più noti e citati fotoreporter che diedero natali al foto giornalismo statunitense ed europeo, quelli dagli anni 30 agli anni 50, quando si scattavano soprattutto foto di guerra, ove gli scatti cruenti, ma anche quelli surreali si facevano largo in un contesto sociale di incertezza e paura.

E dove immediatamente dopo il 1945, la speranza appena riaffiorava successivamente alle tensioni USA E URSS. Un calibrato passaggio d’intenti tra cinematografia e fotografia che apportano entrambe su pellicola fatti e atti di un epocale cambiamento.

Tre obiettivi principali

Gli scatti ritraggono e raccontano la realtà ormai da quasi due secoli. Proprio partendo da questo presupposto che nasce un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere un esposizione che racconti la Storia di quel tempo con la Fotografia (e la Storia della Fotografia).

Esaltandone sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico e ai più giovani i tanti archivi fotografici storici europei e statunitensi.

Il terzo, ma non per importanza, è quello di supportare digitalmente l’insegnamento in Scuole e Università con foto-proiezioni di immagini storiche strutturate in percorsi scientifici definiti di circa 60 immagini.

Offerti sia dal vivo che tramite connessione web (da utilizzare direttamente in classe in slide show dai professori durante le lezioni in completa autonomia), proponendo a studenti e docenti lo strumento della fotografia, e il punto di vista del fotoreportage in particolare, per approfondire la Storia delle società contemporanee.

S. P.

Temi di questo post