Alessandro Moretti ucciso a Foggia
Gli sono stati sparati contro alcuni colpi di arma da fuoco mentre era sul suo scooter. Il 34enne era il nipote del boss Rocco Moretti, noto negli ambienti criminali con l'appellativo di Sassolino
Alessandro Moretti ucciso a Foggia. Gli sono stati sparati contro alcuni colpi di arma da fuoco mentre era sul suo scooter. Il 34enne era il nipote del boss Rocco Moretti, noto negli ambienti criminali con l’appellativo di Sassolino.
Si torna a sparare a Foggia con un omicidio che riporta l’attenzione sulle dinamiche della criminalità organizzata locale. La sera di giovedì 15 gennaio, all’angolo tra via Sant’Antonio e via Ciano, è stato assassinato Alessandro Moretti, 34 anni, nipote del boss Rocco Moretti, noto come “Sassolino”. L’uomo è stato colpito da una raffica di colpi d’arma da fuoco mentre si trovava a bordo di uno scooter: almeno tre proiettili lo hanno raggiunto, uccidendolo sul colpo.
Sul luogo dell’agguato sono intervenute immediatamente la Polizia e la Scientifica, che hanno delimitato l’area e avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’omicidio e individuare i responsabili. L’episodio si inserisce in un contesto di violenza legato agli equilibri criminali del territorio.
Alessandro Moretti era infatti noto alle forze dell’ordine per un lungo e articolato curriculum criminale. Era finito alle cronache per aver minacciato, insieme a un complice, un testimone dell’omicidio di Gianluca Tizzano del 22 marzo 2011, nel tentativo di farlo ritrattare.
Il suo nome compare anche nell’operazione “Ripristino” del 2016, quando fu intercettato mentre pianificava, con Francesco Abruzzese, prima l’incendio dell’auto e poi l’uccisione di un ispettore capo della Squadra Mobile di Foggia. Per quei fatti fu condannato a tre anni e otto mesi.
Successivamente, nell’ambito dell’indagine “Decimazione”, riportò un’ulteriore condanna a sette anni e quattro mesi. A suo carico figurano anche pene per tentata estorsione, danneggiamento e lesioni, oltre a numerosi precedenti per reati legati a droga, armi, furto e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo il racconto di un ex compagno di detenzione, Moretti avrebbe inoltre riconosciuto uno degli uomini accusati dell’omicidio di Rocco Dedda, avvenuto nel 2016 al rione Candelaro.
L’omicidio di Alessandro Moretti apre ora nuovi interrogativi investigativi e potrebbe rappresentare l’ennesimo capitolo di una faida o di un regolamento di conti all’interno della criminalità organizzata foggiana.