Altri 7 giorni di vacanza per i nostri parlamentari. “Si vedono solo trolley”.

Redazione
Altri 7 giorni di vacanza per i nostri parlamentari. “Si vedono solo trolley”.

“Si vedono solo trolley”. Altri 7 giorni di vacanza per i nostri parlamentari. Il Parlamento chiude. Ancora una volta. Le assemblee di Camera e Senato sono convocate per la prossima settimana.

Il calendario dei lavori non segna alcun appuntamento. Il canale TV dove i politici abitualmente mostrano al Paese il peggio di sé non fa che ripeterlo.

A loop: “La Camera è convocata martedì 22 settembre alle ore 15.00”. Il Senato, invece, se la prende comoda. La convocazione dell’assemblea è fissata mercoledì 23 settembre. Mica male come lavoro.

Gli orari sono super agili e nessuno controlla le presenze. Non c’è un cartellino da timbrare e la settimana è corta. Anzi, cortissima.

Si lavora solo dal martedì al giovedì mattina. Se va male. Tre giorni a settimana. “Lavoriamo sui territori” dicono loro.

Come?

Presenziano a convegni, tavole rotonde, dibattiti pubblici. Un pranzo con i militanti, una cena con i simpatizzanti. Una visita all’azienda che produce formaggio caprino. Una a quello dei salami e così via.

Basta fare un salto a Piazza Montecitorio per vedere decine e decine di uomini e donne tirare un trolley. Direzione? Roma Termini. Il Paese può attendere.

Per il deputato del PD Michele Bordo c’è il Governo a lavorare. Lui fa finta di niente e, giovedì pomeriggio, lascia il Parlamento.

“Non dobbiamo lavora noi al Recovery Plan, c’è il governo!” ci dice. Eppure, era proprio Del Rio a chiedere il coinvolgimento delle Camere per la realizzazione dei progetti da presentare all’Europa. Come Bordo tanti altri.

Questa volta il pretesto per non lavorare è il referendum costituzionale sul taglio delle loro poltrone. “Bisogna fare la campagna referendaria” ci dice un senatore grillino.

Ma le scuse per stare a casa durante l’anno non sono mancate. I provvedimenti attendono e loro gongolano. Come questa estate: 38 giorni di vacanza, nonostante la prolungata chiusura delle Camere a causa del coronavirus.

Ma i privilegi della casta non dovevano essere superati? Certamente non basterà il taglio dei parlamentari come vorrebbero far crederci i cinque stelle. Fonte IlGiornale

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