Amendola Aeronautica Militare: mazzette per assunzioni, indagati alcuni dipendenti

Pubblicato il 18 Novembre 2022 - 11:07

Amendola Aeronautica Militare: mazzette per assunzioni, indagati alcuni dipendenti

Amendola Aeronautica Militare: mazzette per assunzioni, indagati alcuni dipendenti. Di poche ore fa, la notizia degli “avvisi di garanzia” emessi dalla (sola) Procura della Repubblica di Foggia.

Alcuni di questi nei confronti di dipendenti militari in servizio presso la base dell’Aeronautica Militare di Amendola, che avrebbero intascato mazzette da 7 a 25mila euro, per agevolare il superamento delle prove concorsuali dei giovani aspiranti, e quindi l’arruolamento degli stessi nell’arma azzurra.

Secondo l’accusa, 14 genitori avrebbero pagato per ottenere un posto per i loro figli. Denaro che, si ritiene, sarebbe stato intascato da tre militari in servizio al 32esimo Stormo di Amendola, a Manfredonia.

Le indagini sarebbero scattate nella primavera dello scorso anno dopo la denuncia presentata da uno dei genitori, che per assicurarsi che il figlio superasse il concorso, avrebbe pagato una somma di denaro. Gli inquirenti si sono avvalsi anche delle intercettazioni. Alcuni uffici e abitazioni private sarebbero state oggetto di perquisizioni.

Corruzione, quindi l’ipotesi di reato contestata dai magistrati della Procura dauna che avrebbero già notificato gli avvisi di garanzia agli indagati, ovvero i tre militari dell’aeronautica coinvolti (presunti corrotti) e i genitori (presunti corruttori) degli aspiranti vincitori delle selezioni, tutti del Foggiano.

Le indagini sono condotte dai carabinieri. Due i concorsi finiti nel mirino, eseguiti negli scorsi mesi nella Capitale: uno per VFP4, l’altro per VPF1, ossia per volontari in ferma prefissata per 4 e un anno.


Non è la prima volta

Qualche anno addietro, il set delle trattative illecite fu sempre una base dell’Aeronautica, ovvero l’ Aeroporto Militare di Pratica di Mare, dove secondo la Procura di Roma, l’ex “numero due” del vertice della forza armata (Gen. Cuciniello), riceveva- proprio nel suo ufficio- le mazzette, in cambio di favori in gare di appalto.

Nello stesso procedimento, era indagato anche l’ ex. Capo di Stato Maggiore della Difesa (Gen. Vecciarelli), già Capo di Stato Maggiore proprio dell’Aeronautica.

L’ aspetto, di sicuro, “molto ambiguo” di questa vicenda giudiziaria (come, del resto, di quella precedente), è che nessun fascicolo d’indagine sembra essere aperto almeno ufficialmente- in entrambi i casi- dalla Procura Militare di Napoli e quella di Roma.

Ci si chiede allora: “Ma come mai la Procura Militare non indaga su tali eventi, tra l’altro, reati gravissimi e procedibili d’ufficio, dove è prevista addirittura la degradazione?!”

D’altronde, è ancora più strano che nei processi penali ai quali ho presenziato in difesa del personale in divisa, gli imputati fossero “sempre” militari di truppa e sottufficiali, con mansioni ordinarie e comuni, che per reati molto minori (ad esempio per “diffamazione” nei confronti di un superiore), rischiavano e hanno rischiato il licenziamento.

G. M.


Redazione L'inserto

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