Antonino Fogliani: direttore d’orchestra messinese muore a 50 anni
Lutto nel mondo della musica lirica e sinfonica internazionale. Il ricordo del mentore Parisi e del Teatro Massimo
Antonino Fogliani: direttore d’orchestra messinese muore a 50 anni. Lutto nel mondo della musica lirica e sinfonica internazionale. Il ricordo del mentore Parisi e del Teatro Massimo.
Il mondo della musica e della lirica piange la scomparsa del Maestro e direttore d’orchestra Antonino Fogliani, spentosi a soli 50 anni a seguito di una grave malattia contro cui lottava da tempo.
Nato a Messina il 29 giugno 1976 e risiedente a Cadempino, in Svizzera, Fogliani lascia la moglie Angelica ed il figlio Lorenzo. La notizia del suo decesso ha suscitato un’ondata di profondo cordoglio e commozione tra colleghi, istituzioni musicali ed appassionati in Italia e all’estero.
La carriera ed il percorso formativo
Dopo il diploma in Composizione al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con Francesco Carluccio, ha conseguito a pieni voti il diploma in Direzione d’orchestra al “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Vittorio Parisi, affiancandovi la laurea in Discipline della Musica (DAMS) a Bologna.
Ha perfezionato i suoi studi all’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Gianluigi Gelmetti per la direzione, approfondendo la composizione con maestri del calibro di Franco Donatoni ed Ennio Morricone.
Negli ultimi giorni, impossibilitato dalle gravi condizioni di salute, era stato sostituito dal collega Leonardo Sini al Festival Puccini di Torre del Lago per le recite di Madama Butterfly (22 agosto) e La Bohème (28 agosto).
Il ricordo del Maestro Parisi e delle istituzioni
Vittorio Parisi (Maestro e mentore): «Il mio ex allievo Antonino Fogliani è morto stamattina dopo una lunga malattia. Aveva solo 50 anni ed era un direttore d’orchestra famoso e bravissimo. Ha diretto con una forza incredibile fino a pochi giorni fa.»
Fondazione Teatro Massimo di Palermo: Ha ricordato il direttore sottolineandone «la profonda competenza musicale, la passione e la generosità», omaggiando il suo gesto artistico «che nasce nel silenzio e diventa musica».