Antonio Gatani e i fratelli Davis e Giuseppe Pino: nessuno dei tre si è ucciso
Su i tre cacciatori trovati morti in un bosco nel messinese aleggia un fitto mistero. Nessuno dei tre si è tolto la vita. Prende consistenza l'ipotesi del quarto uomo
Antonio Gatani e i fratelli Davis e Giuseppe Pino: nessuno dei tre si è ucciso. Su i tre cacciatori trovati morti in un bosco nel messinese aleggia un fitto mistero. Nessuno dei tre si è tolto la vita. Prende consistenza l’ipotesi del quarto uomo.
Proseguono serrate le indagini sul caso dei tre cacciatori trovati morti lo scorso 28 gennaio in un bosco di contrada Caristia, a Montagnareale, nel Messinese. Le vittime sono Antonio Gatani, 82 anni, e i due fratelli Davis, 26, e Giuseppe Pino, 44. I cadaveri erano stati rinvenuti da un giovane motociclista, il primo a lanciare l’allarme.
Sabato 31 gennaio sono state eseguite le autopsie dai medici legali Alessio Asmundo e Giovanni Andò, che hanno fornito le prime indicazioni agli inquirenti. Nei prossimi giorni si attendono i risultati delle analisi balistiche svolte dai Carabinieri del Ris, che potrebbero chiarire ulteriormente la dinamica dell’accaduto.
I funerali dei tre cacciatori sono stati rinviati a data da destinarsi: le famiglie hanno ricevuto comunicazione che i corpi devono rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Patti, guidata dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo, stanno concentrandosi su diversi aspetti della vicenda.
Dopo aver escluso una matrice mafiosa, sembra che stia perdendo forza l’ipotesi dell’omicidio-suicidio, mentre si rafforza quella della possibile presenza di un quarto uomo nel bosco quella mattina.
Secondo alcune indiscrezioni, nessuno dei tre si sarebbe suicidato e nessuno avrebbe subito colpi d’arma da fuoco alle spalle.
Gli inquirenti hanno ascoltato un uomo che aveva accompagnato Gatani a caccia: al momento non risulta indagato e non sono stati diffusi dettagli su quanto riferito né sul ritardo nel dare l’allarme. L’inchiesta resta ancora contro ignoti e proseguono gli accertamenti sul luogo del ritrovamento.