Antrona Schieranco: autogiro precipita vicino alla diga di Campliccioli, morti pilota e passeggera

Drammatico incidente aereo nelle Alpi Pennine, a 1.400 metri di altezza. Il velivolo è caduto nei pressi dell'invaso artificiale

Redazione
Antrona Schieranco: autogiro precipita vicino alla diga di Campliccioli, morti pilota e passeggera
Il luogo dell'incidente

Antrona Schieranco: autogiro precipita vicino alla diga di Campliccioli, morti pilota e passeggera. Drammatico incidente aereo nelle Alpi Pennine, a 1.400 metri di altezza. Il velivolo è caduto nei pressi dell’invaso artificiale.

Una terribile tragedia dei cieli si è consumata nella mattinata di oggi, mercoledì 26 agosto 2026, sulle montagne del Piemonte, nel territorio comunale di Antrona Schieranco, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Un ultraleggero -un autogiro- è precipitato intorno alle ore 11:30 nei pressi del lago e della diga di Campliccioli, a circa 1.400 metri di altitudine al confine tra l’Ossola e la Svizzera. L’impatto al suolo è stato devastante ed ha provocato la morte immediata dei due occupanti del velivolo.

Le vittime e il drammatico racconto dei testimoni

Le persone decedute nello schianto sono il pilota Alessandro Angelo Muscinelli, 62 anni, residente a Premeno (VCO), e la compagna del fratello di quest’ultimo, Antonella Pagliarani, 63 anni, residente a Milano.

L’incidente si è svolto sotto gli occhi angosciati del fratello del pilota, che si trovava casualmente nella zona del lago di Campliccioli per un’escursione ed ha assistito impotente alla repentina caduta del velivolo sul prato adiacente alla diga e allo specchio d’acqua.

I soccorsi del 118 e l’elisoccorso sono giunti tempestivamente sul luogo della tragedia, ma il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso di entrambi i viaggiatori.

Caratteristiche del velivolo e dinamica dell’incidente

Le cause della caduta restano al momento sconosciute e sono al vaglio degli inquirenti e delle autorità per la sicurezza del volo. Dalle prime ricostruzioni e dai rilievi tecnici effettuati sul posto, il mezzo coinvolto è un autogiro (noto anche come giroplano).

A prima vista assimilabile a un piccolo elicottero per la presenza del rotore superiore sopra l’abitacolo. Il rotore principale non è motorizzato direttamente; gira in autorotazione grazie al flusso d’aria generato dal movimento avanzato dell’aeromobile, garantendo la portanza necessaria a mantenerlo in quota. La spinta in avanti viene assicurata da un’elica collegata direttamente al motore.

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