Anziana con frattura al femore muore dopo l’intervento: la Procura apre un’inchiesta

La denuncia dei familiari di una 88enne di Campi Salentina: sotto esame tempi di attesa, priorità operatorie e gestione clinica all’ospedale di Copertino

Redazione
Anziana con frattura al femore muore dopo l’intervento: la Procura apre un’inchiesta
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Anziana con frattura al femore muore dopo l’intervento: la Procura apre un’inchiesta. La denuncia dei familiari di una 88enne di Campi Salentina: sotto esame tempi di attesa, priorità operatorie e gestione clinica all’ospedale di Copertino.

È ora al centro di un’indagine della Procura della Repubblica la vicenda che riguarda una donna di 88 anni, residente a Campi Salentina, deceduta due giorni dopo un intervento chirurgico per la frattura del femore. I familiari hanno presentato una formale denuncia per fare luce su eventuali ritardi e sulle modalità di gestione sanitaria.

Secondo quanto ricostruito nell’esposto, l’anziana sarebbe caduta nella propria abitazione intorno alle 16.15 dell’11 febbraio. Il 118 sarebbe stato allertato alle 17 e la paziente sarebbe arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale di Copertino verso le 18.20. Tuttavia, l’orario di registrazione al triage risulterebbe segnato alle 19.

La diagnosi di frattura prossimale del femore sarebbe stata confermata verbalmente. Si tratta di una condizione che, soprattutto nei pazienti anziani, richiede – secondo le linee guida richiamate dai familiari – un intervento chirurgico preferibilmente entro 48 ore dall’evento traumatico.

Stando alla denuncia, l’operazione sarebbe stata inizialmente prevista per la mattina del 12 febbraio, ma la donna sarebbe rimasta per tutta la notte e parte del giorno successivo in Pronto soccorso. Sempre secondo la ricostruzione dei parenti, nella mattinata del 12 un’altra paziente con analoga diagnosi sarebbe stata trasferita con priorità nel reparto di Ortopedia, circostanza che avrebbe sollevato interrogativi sulla gestione delle urgenze.

I familiari sostengono inoltre che durante l’attesa non sarebbero state somministrate le terapie abituali, che l’anziana sarebbe rimasta a digiuno per diverse ore e che non sarebbe stato disposto un trasferimento tempestivo in altra struttura.

Intorno alle 13 del 12 febbraio avrebbero richiesto l’intervento dei carabinieri per verificare la situazione. Gli esami del sangue, sempre secondo quanto riportato nella denuncia, sarebbero stati effettuati soltanto nel tardo pomeriggio.

Il trasferimento in Ortopedia sarebbe avvenuto il 13 febbraio alle 12.05, mentre l’intervento chirurgico sarebbe stato eseguito intorno alle 16.30, a ridosso – o oltre, viene precisato – delle 48 ore dalla caduta. La mattina successiva, il 14 febbraio alle 6.45, la donna è deceduta.

Con la denuncia, la famiglia chiede di accertare l’eventuale nesso causale tra i tempi dell’operazione e il decesso, la correttezza nella registrazione degli orari di accesso, la gestione delle priorità e dei posti letto, oltre alla completezza della documentazione clinica e all’assistenza fornita nelle ore precedenti l’intervento. Saranno ora gli accertamenti dell’autorità giudiziaria a stabilire eventuali responsabilità e a chiarire l’intera vicenda.

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