Appello del Vaticano, liberare pescherecci di Mazara del Vallo

"In questa Giornata Mondiale della Pesca, il mio pensiero va ai pescatori di tutto il mondo che vivono disagi e difficoltà.
1 settimana fa
20 Novembre 2020
di redazione

Appello del Vaticano, liberare pescherecci di Mazara del Vallo. “In questa Giornata Mondiale della Pesca, il mio pensiero va ai pescatori di tutto il mondo che vivono disagi e difficoltà.

Vorrei menzionare, in particolare, i diciotto pescatori di diverse nazionalità provenienti da Mazara del Vallo, in Sicilia, che sono trattenuti in Libia dal 2 settembre; senza possibilità di comunicare con le loro famiglie”.

Lo afferma il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pesca.

“Queste – prosegue – continuano ad aspettare con ansia informazioni sui loro cari e l’opportunità di parlare con loro. Ma, soprattutto, sono impazienti di riunirsi”. ”

Per questa semplice ragione umanitaria – aggiunge il capo dicastero vaticano -, faccio appello ai Governi e alle Autorità nazionali competenti affinché risolvano questa penosa situazione e trovino una soluzione positiva attraverso un dialogo aperto e sincero”.

Raciti: padre e sorella da Pm, smentita testimone Tv

Il padre e la sorella di Filippo Raciti hanno “smentito in maniera certa e categorica” alla Procura di Catania di essere avvicinati, prima, durante o dopo il funerale del loro familiari da un funzionario di polizia.

leggi anche
L’ombretto azzurro nei film - peoplenow.it

Funzionario che si sarebbe avvicinato a Nazareno Raciti per “chiedere scusa al padre dell’ispettore perché è stata una manovra errata di un collega’” a causarne la morte. “Nessuno ci ha mai detto quella frase”, hanno detto ai magistrati.

La ricostruzione dell’episodio, smentita dai familiari, era fatta alla trasmissione Le Iene da una donna, non ripresa a viso scoperto, che si è definita una loro familiare, ma il padre e la sorella dell’ispettore hanno spiegato di “non riconoscere dagli occhi e dal naso” alcuno dei loro parenti.

I congiunti dell’ispettore Raciti sono sentiti dalla Procura di Catania che ha aperto un’inchiesta sul contenuto del servizio televisivo andato in onda il 12 dicembre scorso su Italia 1.

Dopo una relazione ricevuta dalla Digos della Questura sull’ipotesi di ‘fuoco amico’ nella morte dell’ispettore Filippo Raciti, deceduto durante scontri allo stadio Angelo Massimino il 2 febbraio del 2007.

Il documento era redatto per “informare” la magistratura su “ogni opportuna valutazione sulle circostanze emerse durante il servizio”.

La tesi del ‘fuoco amico’, che imputa la morte dell’ispettore all’impatto con una Land Rover della polizia durante gli scontri con gli ultras del Catania; è vagliata da diversi Gip, Tribunali del Riesame e nei tre gradi di giudizio del processo a Antonino Speziale.

Il fine pena è prevista per 15 dicembre prossimo. A sollevarla in sede di indagine e di giudizio è il legale di Speziale, l’avvocato Giuseppe Lipera; che recentemente ha chiesto gli arresti domiciliari per il proprio assistito, detenuto nel carcere di Messina, per gravi motivi di salute.