Arisa, irriconoscibile, si scatena a Napoli dopo il Gay Pride

La cantante lucana protagonista assoluta del weekend napoletano
di  Redazione
3 settimane fa - 4 Luglio 2021

Arisa, irriconoscibile, si scatena a Napoli dopo il Gay Pride. Arisa scatenata a Napoli. Nel weekend, la cantante lucana è stata assoluta protagonista della scena perché invitata come madrina al Gay Pride 2021 all’ombra del Vesuvio.

Ma il fine settimana è proseguito con un party in piscina domenica pomeriggio in uno dei locali più in vista di Bacoli in compagnia di numerose personalità, tra queste anche il chirurgo dei vip, il dottor Salvatore Artiano.

Arisa e il rapporto con Napoli

Arisa e Napoli sono un binomio che ormai è noto. Una visita che non c’è stata solo per l’occasione di essere madrina di un evento importante come il Pride, ma è anche una sintonia al centro di un progetto professionale.

Arisa ha già interpretato numerosi brani nel dialetto napoletano, tra tutte Vàsame, diventata anche colonna sonora di “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek, e l’ultimo brano Ortica.

Nella gita a Napoli, ovviamente, non poteva mancare la pizza da Gino Sorbillo, con tanto di personalizzazione. Tra gli artisti al Pride, oltre lei, c’era anche Vladimir Luxuria con Paola Turci e ancora Vincenzo De Lucia, Francesca Pascale e Franco Ricciardi.

Una festa per celebrare l’amore in quanto amore che, a Napoli come nelle altre città d’Italia, ha avuto grande partecipazione in un anno fondamentale per la spinta propulsiva alla discussione al Governo del ddl Zan.

Disegno di legge che inasprisce le pene e le misure per i reati a sfondo omofogibo e transfobico. Anche se per il momento è tutto sospeso per mancanza di maggioranza al Senato.

La body positivity

Arisa paladina della body positivity. Ormai più volte, la cantante lucana mostra il suo corpo senza vergogne di non apparire o di non essere perfetta, rivoluzionando – anzi rompendo – ogni tipo di presunto canone estetico al grido di “basta vergogne”, come nel caso dell’ultimo topless pubblicato sui social network.

Un percorso iniziato – almeno mediaticamente – nell’estate 2020 con l’ormai celebre fotografia accompagnata dalla criptica didascalia: “Sono un albero di arance, un panino al latte, una dea”. (Fonte fanpage.it)

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