Arriva l’acqua alta a Venezia, nonostante il Mose

1 settimana fa
15 Ottobre 2020
di redazione

Arriva (di nuovo) l’acqua alta a Venezia, nonostante il Mose. Completato il sollevamento di tutte le paratoie. La crescita della marea si è fermata. Mose salva Venezia da acqua alta, San Marco asciutta

A distanza di due settimane, lo scudo del Mose torna a salire nella laguna di Venezia. È completato il sollevamento di tutte le schiere di paratoie del Mose a Venezia. La crescita della marea si è fermata.

La marea è stabile

Il Centro previsioni del Comune comunica che, a Mose attivo, la marea è stabile in città tra i 60 e 65 centimetri, quindi senza nessuna zona allagata, mentre a Chioggia, a causa del forte vento di Bora, si registrano circa 10-15 cm in più rispetto al capoluogo.

A dispetto dei costi dell’operazione, il Provveditorato alle Opere pubbliche ha confermato già di prima mattina l’avvio delle procedure con cui viene pompata aria nelle paratoie mobili installate dell’infrastruttura. E già alle 9.00 lo scudo di Venezia era pronto.

Nuovo grande test

Per la prima volta il 3 ottobre scorso la città lagunare ha potuto gestire l’alta marea senza i consueti allagamenti grazie al primo sollevamento completo del Mose in condizioni operative. Un evento eccezionale che è stato atteso per 40 anni dalla città e che oggi si ripete.

Il funzionamento del Mose non risolve tutti i problemi legati ai costi, alla manutenzione dello scudo e ai problemi di invecchiamento precoce dell’infrastruttura. Soddisfazione da parte degli osservatori. «Ore 9.18 la Città è all’asciutto.

Tutte le paratoie sono in funzione ore 10.45 è previsto un picco almeno di 135 cm perché la bora è in rinforzo. Si prevede di abbattere verso le 13.30 e riaprire i canali verso le 15.30», scrive su twetter il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

La sabbia e altri rischi

Secondo alcuni, si stanno già ammalorando le cerniere d’acciaio su cui ruotano i colossali elementi che allineati formano le dighe del Mose.

Altri osservano che sui fianchi delle paratoie verniciate di giallo si formano leggere infiorescenze che paiono ruggine, ma più facilmente sono alghe che sono riuscite a vegetare nonostante le potenti vernici.

La sabbia come è stato verificato anche nell’ultima prova sembra il problema maggiore: si deposita sulle paratoie quando sono a riposo sul fondo del mare e s’infiltra negli alloggiamenti quando le paratoie sono al lavoro.

Quando dormono sul fondo, i grandi cassoni d’acciaio riposano in alloggiamenti di calcestruzzo sul fondo del mare.Quando viene compressa aria, galleggiano, escono dagli alloggiamenti e in un mulinare di gorghi si alzano formando una barriera.

Quei gorghi della corrente risucchiano negli alloggiamenti la sabbia e i sedimenti; quando è finito il lavoro di difesa e i cassoni sono affondati per tornare a riposo, il loro alloggiamento si è riempito in alcuni punti di sabbia, e le paratoie non riescono a rientrarvi.

Il problema della sabbia non è comune a tutte le 78 paratoie del Mose; è stato rilevato solamente per alcuni elementi a ridosso della spalletta di Punta Sabbioni e si era provveduto a rimuovere la sabbia tramite il lavoro di alcuni sub armati con potenti spruzzatori d’acqua. Leggi anche qui 

S’è ripetuto anche nell’ultima prova. Quando alla fine della prova le 6 paratoie più vicine alla riva di Punta Sabbioni hanno avuto difficoltà nel rientrare nella posizione di riposo perché hanno trovato troppi sedimenti. Ma se fosse ricorrente il problema chiederebbe una soluzione definitiva e costosa per impedire l’intrufolarsi dei sedimenti. Ilsole24ore

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