Associazione vicepresidi: il Recovery fund per la scuola italiana

1 mese fa
20 Settembre 2020
di redazione

Associazione vicepresidi: il Recovery fund per la scuola italiana. L’emergenza covidiana ha imposto nuove visioni in diversi settori con nuovi modelli organizzativi e nuove prospettive impensabili soltanto pochi mesi fa.

La scuola con tutte le sue componenti ha dovuto progettare e realizzare nuove forme di “didattica” che ha cercato di non mettere “fuori gioco” centinaia di migliaia di alunni ed alunne.

Nella immane criticità nella quale ci siamo ritrovati durante il lockdown, una comunità di donne e di uomini si è inventata nuove azioni pur di continuare a fare Scuola.

L’estate ormai trascorsa ha visto impegnanti DS, DSGA, Collaboratori dei DS e RSPP in diversi monitoraggi e in ipotesi organizzative.

Siamo ormai entrati nell’anno scolastico 2020-2021 ed una cosa è certa: dopo tutti questi sforzi di progettazione e programmazione resta sempre l’incognita dovuta all’evoluzione dell’emergenza pandemica.

La scuola non sarà più quella degli anni scorsi

La scuola dei nostri alunni e figli non sarà quella che abbiamo conosciuto nei decenni scorsi.

Sarà un’altra scuola che però nella necessaria innovazione organizzativa e didattica non deve dimenticare i punti di forza del passato più o meno recente.

Ma un altro sforzo occorre fare e non si può più rinviare. Dare al sistema scolastico un nuovo modello di governance e di valorizzazione delle professionalità.

Con una progressione di carriera oggi non coerente con la scuola covidiana e speriamo presto post covidiana.

Possiamo ancora avere una struttura scolastica basata sul DS e sul corpo docente senza tenere contro delle diverse migliaia di docenti che si dedicano al funzionamento ed alla organizzazione didattica delle loro scuole?

Si può ancora avere un avanzamento stipendiale per progressione di fascia lenta e superata dalla realtà e non pensare finalmente a nuove forme di carriera?

Possiamo finalmente rompere il tabù dell’egualitarismo del ruolo per passare al riconoscimento del lavoro didattico ed organizzativo-gestionale cui un docente è chiamato?

Disparità di trattamento

E’ noto, infatti, che in Italia un docente che svolge la sua attività, a parità di anzianità di servizio, rientra nella stessa fascia stipendiale di un docente che svolge anche funzioni aggiuntive per un monte ore certamente superiore a quello contrattuale.

Il funzionamento e l’organizzazione didattica di ciascuna Istituzione scolastica anche non autonoma di oggi e del futuro ha assoluto bisogno dei Collaboratori e delle figure di sistema.

Chi conosce la scuola sa bene che l’offerta formativa di qualità dipende in primis da chi la progetta, l’organizza, la rende quotidianamente tangibile per alunni e famiglie.

E la si smetta con il negare l’evidenza: chi lo fa – se persona di scuola – mente consapevolmente!

E la si smetta di denigrare – con volgari attacchi anche a mezzo stampa – la professionalità di decine di migliaia di docenti che svolgono un lavoro insostituibile in favore delle loro comunità scolastiche!

La proposta di Ancodis

ANCODIS propone, quindi, di prevedere con una modesta parte della quota del Recovery fund destinato alla scuola la possibilità di introdurre nel sistema scolastico italiano due importanti novità.

La prima, istituire con un investimento finanziario il middle management con una specifica area contrattuale.

La seconda, nel prossimo contratto di lavoro prevedere e finanziare l’investimento per una vera carriera di tutti i docenti non più fondata esclusivamente sull’anzianità di servizio ma su un modello di progressione che tenga anche conto degli incarichi aggiuntivi.

Oggi siamo di fronte ad una irragionevole ed ingiustificata discriminazione professionale per la quale i Ministri competenti e le OO.SS. possono finalmente trovare soluzione.

Occorre il coraggio delle scelte

Occorre il coraggio di riconoscere questa triste realtà. Che nella scuola italiana il docente NON ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro.

E non gli è consentita una carriera diversificata e professionalmente gratificante con il consenso o il tacito assenso delle Organizzazioni sindacali.

Per Ancodis
Prof. Rosolino Cicero

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