Attilio Frare, 56 anni, muore nell’esplosione di una bomba

L'uomo stava maneggiando il residuato bellico quando è esploso nel capanno degli attrezzi. La deflagrazione è avvenuta alle 13:00 di ieri a Guia di Valdobbiadene, di fronte all'azienda Foss Marai

Redazione
Attilio Frare, 56 anni, muore nell’esplosione di una bomba

Attilio Frare, 56 anni, muore nell’esplosione di una bomba. L’uomo stava maneggiando il residuato bellico quando è esploso nel capanno degli attrezzi. La deflagrazione è avvenuta alle 13:00 di ieri a Guia di Valdobbiadene, di fronte all’azienda Foss Marai.

Stava cercando di svuotare dalla polvere da sparo un ordigno risalente alla Prima Guerra Mondiale, un proiettile d’artiglieria da 100 millimetri, probabilmente di fabbricazione austriaca. Un’operazione che, secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe già compiuto altre volte per rendere l’ordigno inerte e trasformarlo in un pezzo da collezione. Questa volta, però, qualcosa è andato storto: la polvere infiammabile presente nella spoletta si è incendiata, provocando una violenta esplosione che non gli ha lasciato scampo.

A perdere la vita è stato Attilio Frare, 56 anni, imbianchino in pensione di Valdobbiadene, noto appassionato e collezionista di ordigni e reperti bellici. L’esplosione si è verificata intorno alle 13.10 all’interno di un piccolo magazzino utilizzato come laboratorio, situato a pochi passi dalla sua abitazione lungo strada di Guia, non lontano dallo stabilimento dell’azienda vinicola Foss Marai.

La compagna dell’uomo, di origine brasiliana, allarmata dal forte boato, si è precipitata sul posto, facendo la drammatica scoperta del corpo dilaniato. Immediata la chiamata ai soccorsi, effettuata sia da lei che da alcuni vicini. In pochi minuti sono arrivati l’elicottero del Suem 118, un’ambulanza e un’automedica, ma il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso del 56enne.

Sul luogo dell’esplosione sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Montebelluna, i carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto e gli artificieri dell’Arma, giunti appositamente da Padova. All’interno del magazzino è stato scoperto un vero e proprio arsenale, con decine di ordigni e involucri di varia tipologia. La Procura di Treviso ha disposto il sequestro dell’intero garage, mentre nelle prossime ore militari e artificieri torneranno sul posto per catalogare e mettere in sicurezza tutto il materiale esplosivo.

«Alle ore 13 un residente di Valdobbiadene, durante il maneggio di un ordigno risalente alla Prima Guerra Mondiale, a causa di un’errata manovra, ha provocato l’esplosione dell’ordigno ed è deceduto sul colpo», ha spiegato il comandante della Compagnia dei carabinieri di Vittorio Veneto, Claudio Galante. «L’uomo era solo, all’interno del proprio garage-ricovero attrezzi. Sono in corso le valutazioni degli artificieri di Padova per stabilire se gli altri ordigni presenti possano essere ancora attivi. Si trattava chiaramente di una sua passione, considerando il numero di reperti rinvenuti».

La passione di Attilio Frare per bombe ed esplosivi era nota anche alle forze dell’ordine e in passato gli era già costata alcune denunce, l’ultima risalente al 2010. Le indagini proseguiranno anche per chiarire la provenienza del proiettile della Grande Guerra che ha causato l’esplosione.

Frare era una figura conosciuta nel territorio: nel 2022 aveva fondato insieme ad alcuni amici l’associazione “Valdostorica Odv”, dedicata agli appassionati di storia, che si riuniva proprio nella sua casa colonica di via Colmello del Col, a Guia di Valdobbiadene. Nel corso degli anni aveva raccolto numerosi reperti delle due guerre mondiali, oggetti della vita contadina, materiali legati al Ventennio fascista, oltre a fotografie storiche di Valdobbiadene e documentazione sulle ricerche archeologiche del sito romano di Mariech.

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