Bagnoli 2027: il paradosso dei cantieri che sbloccano il futuro solo sotto l’incubo della vetrina mondiale
Tra deroghe ambientali da 1,2 miliardi e il ricordo della paralisi trentennale, l’America’s Cup costringe all'efficienza d'urgenza: resta l'incognito sul destino dell'area dopo i riflettori
Bagnoli 2027: il paradosso dei cantieri che sbloccano il futuro solo sotto l’incubo della vetrina mondiale. Tra deroghe ambientali da 1,2 miliardi e il ricordo della paralisi trentennale, l’America’s Cup costringe all’efficienza d’urgenza: resta l’incognito sul destino dell’area dopo i riflettori.
Per l’America’s Cup 2027 si sta compiendo qualcosa che siamo stati abituati a vedere solo nel Nord Italia, Nord Europa oppure stile Americano.
La notizia che sorprende ed è “fantascientifica” è quella del sub-commissario straordinario Dino Falconio che assicura che le acque sono monitorate in maniera costante.
Sono state approvate varie deroghe tramite il Decreto Legge n. 96/2025 tra qui: “Procedere all’avvio d’urgenza (fase preparatoria e cantierizzazione): È stato permesso al Responsabile Unico del Progetto (RUP) e a Invitalia di aprire i cantieri e avviare i lavori immediatamente, in deroga alle normali tempistiche di assegnazione e attesa”.
“È stato consentito il dragaggio dei fondali e la gestione straordinaria dei sedimenti nell’area del SIN (Sito di Interesse Nazionale), notoriamente soggetta a forti vincoli di inquinamento ambientale”.
Cioè delle cose che nella “normale” e lenta burocrazia italiana non sarebbero mai state permesse, specialmente con tutta la questione sull’inquinamento globale.
Una volta noi eravamo abituati a conoscere questa zona, per una canzone di Edoardo Bennato sempre capace di fare critica: “«C’è folla tutte le sere nei cinema di Bagnoli…»”.
Era una critica per la politica degli anni ottanta ed infatti si parla di quasi trenta anni di paralisi e di “cantieri a singhiozzo”. Per dare una cifra esatta sui costi totali dell’opera,si parla di 1,2 miliardi di euro.
La mia domanda è la seguente, quindi dovremmo far accadere eventi internazionali per riuscire a sbloccare cantieri che sono fermi da decenni? Del cantiere e delle opere, dopo la fine dell’America Cup a che uso verrà destinato ? Si tratterà di un’altra opera per farci riconoscere come “Italiani brava gente”?
Emanuele Bonauguro