Bari: bimbo di dieci mesi non ce la fa, muore per le gravi ustioni
E' successo al Policlinico dove il bimbo era giunto dall'ospedale di Manduria. Presentava serie ustioni da acqua bollente. Il piccolo aveva rovesciato su di sé un bollitore
Bari: bimbo di dieci mesi non ce la fa, muore per le gravi ustioni. E’ successo al Policlinico dove il bimbo era giunto dall’ospedale di Manduria. Presentava serie ustioni da acqua bollente. Il piccolo aveva rovesciato su di sé un bollitore.
Non ce l’ha fatta Antony, il bimbo di dieci mesi rimasto gravemente ustionato lo scorso 17 novembre nella sua abitazione alla periferia di Monacizzo, frazione di Torricella, in provincia di Taranto.
Dopo 53 giorni di agonia, il piccolo è morto l’altra sera nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari, dove era ricoverato con ustioni di secondo e terzo grado estese su gran parte del corpo.
Il bambino era stato trasferito d’urgenza dall’ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria al Centro grandi ustionati del Policlinico barese a seguito di un incidente domestico: acqua bollente gli era caduta addosso all’interno della casa di famiglia. Da quel giorno Antony non si è più risvegliato, rimanendo in coma fino al tragico epilogo.
Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Taranto. L’unica testimone dell’accaduto è la madre del piccolo, una giovane donna inevitabilmente indagata per lesioni personali gravi, ipotesi di reato che ora sarà riqualificata alla luce del decesso.
Il pubblico ministero Salvatore Colella ha disposto il sequestro della salma, trasferita nell’obitorio della Medicina legale del Policlinico di Bari, e valuterà nelle prossime ore l’autopsia. Le indagini sono coordinate dalla dirigente del commissariato di Manduria, Marinella Martina.
Secondo quanto ricostruito, l’incidente sarebbe avvenuto in pochi istanti. La madre si sarebbe allontanata brevemente, lasciando il bambino nel girello. Un bollitore elettrico, posizionato sul frigorifero per tenerlo lontano dalla sua portata, sarebbe stato afferrato dal piccolo attraverso il cavo, rovesciandosi su di lui con acqua appena arrivata all’ebollizione.
Immediati i tentativi di soccorso e la corsa disperata al pronto soccorso di Manduria con mezzi propri, poiché in quel momento le ambulanze del 118 risultavano impegnate. Dopo le prime cure e l’intubazione, i medici decisero per il trasferimento a Bari vista la gravità delle condizioni.
La notizia della morte del bambino ha scatenato dolore e tensione: secondo quanto riferito, i genitori, originari di Avetrana, si sono scagliati contro il personale sanitario della rianimazione, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità e che ora attende chiarezza giudiziaria su quanto accaduto.