Bassetti: una nuova cura che sconfigge il coronavirus

Matteo Bassetti annuncia così il successo ottenuto dall'uso degli anticorpi monoclonali contro il coronavirus
di redazione
2 settimane fa
1 Aprile 2021

Bassetti: una nuova cura che sconfigge il coronavirus. “Siamo partiti in grande stile”. Matteo Bassetti annuncia così il successo ottenuto dall’uso degli anticorpi monoclonali contro il coronavirus.

In collegamento con Tagadà il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova non nasconde la soddisfazione: “Sono molto contento, abbiamo tantissime richieste di pazienti che vogliono accedere a questa cura”.

“Ma chi può ricevere gli anticorpi monoclonali?” Si chiede anche Tiziana Panella, conduttrice di Tagadà su La7. Presto detto. Può accedere al trattamento chi si trova “in una forma medio-lieve di malattia”.

Entro tre giorni dalla positività

Ossia “entro tre giorni dalla positività del tampone o entro dieci giorni dai primi sintomi”. Ma soprattutto – tiene a precisare Bassetti – “se sono anziani, immunodepressi e dunque debilitati o con patologie”.

Quello che sorprende è anche la durata dell’operazione che arriva a un’ora: “L’ambulanza lascia la persona in ospedale, poi questa va in una stanza dove fa l’anticorpo monoclonale, sta mezz’ora sotto osservazione e poi torna a casa sua”.

Bassetti aveva più volte annunciato la richiesta fatta dal suo ospedale nell’uso dei monoclonali, ma senza alcun esito. Almeno fino a quando non è cambiato il governo. “Li aspettavamo da tanti mesi – aveva ammesso a Coffee Break -, non so se sia solo coincidenza ma con Mario Draghi qualcosa si sta muovendo”.

Secondo Bassetti non è un caso che “si stia procedendo più velocemente nella vaccinazione”. I numeri non mentono: “Siamo arrivati a 200 mila vaccini al giorno e c’è una prospettiva di farne 500 mila. Mi pare dunque che si stia evolvendo nel meglio”.

Da qui l’elogio al nuovo direttore della Protezione civile: “Mi è piaciuto molto quello che ha detto Fabrizio Figliuolo: ‘A me non interessa arrivare a 500mila dosi nelle regioni che funzionano, ma in quelle che non funzionano'”.

Non solo, perché l’infettivologo sottolinea il duro lavoro che il generale si trova a dover affrontare: “La precedente campagna vaccinale è stata tutta sbagliata, Figliuolo ha dovuto correggere un disastro”.

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