Beirut, italiano salvo per miracolo, la testimonianza al Corriere della Sera

«Un volo di 4 metri, il sangue mi usciva a zampilli»
2 mesi fa
5 Agosto 2020
di redazione

Beirut, italiano salvo per miracolo, la testimonianza al Corriere della Sera. Stefano Baldini, 59 anni, agronomo di Prato da 2 anni è nella capitale libanese. «Ho pensato ad un autobomba, l’esplosione a 400 metri dal mio ufficio»

Scaraventato ad almeno quattro metri di distanza su una parete del suo studio e poi trafitto dai vetri di una porta finestra. Se Stefano Baldini, 59 anni, agronomo di Prato, da due anni a Beirut per un progetto europeo è ancora vivo, deve ringraziare il Cielo.

Ha avuto poche ferite a braccia e gambe ma la morte l’ha vista in faccia

«Stavo lavorando al computer nel mio studio a meno di 400 metri dal luogo dell’esplosione. Ero solo, per fortuna e sarei tornato a casa presto. Anche perché mi stavo preparando a rientrare per un periodo in Italia».

«Ad un tratto ho sentito un boato terribile. Ho pensato a un’autobomba davanti al mio palazzo, poi a un terremoto. Ma mentre cercavo di capire i vetri delle finestre si sono sbriciolati e mi sono sentito sollevare da terra. L’onda d’urto mi ha scaraventato sulla parete opposta. Sono stato fortunato perché lo studio, un open space, è grande ed ero lontano dall’ingresso».

«Ho visto l’inferno»

«Quando mi sono ripreso dallo choc mi sono guardato addosso. Il sangue mi usciva da tre piccole ferite come zampilli di una fontana. Ma non mi sono spaventato. Ho capito che ero tutto intero e le ferite non erano gravi. Allora sono uscito di casa e solo allora ho visto l’inferno».

Baldini ha tentato di avvertire casa ma i telefoni cellulari erano in tilt. Poi, per fortuna, ha incontrato un collega che lo stava cercando. Ed è stato lui a dare via Internet le prime notizie confortanti alla famiglia. Infatti la moglie e tre figli, erano tornati in Toscana per le vacanze.

«Bomba atomica»

«Camminavo verso casa a piedi — ricorda l’agronomo — e Beirut sembrava una città devastata da una bomba atomica. Ho visto palazzi sventrati, macerie da ogni parte. Poi sono arrivato a casa. E finalmente sono riuscito a chiamare l’Italia e parlare con mia moglie e i miei figli».

Baldini è a Beirut per alcuni progetti della Fondazione Giovanni Paolo II sullo sviluppo agricolo finanziati dalla cooperazione internazionale. A Beirut è arrivato nel 2018 con la moglie e la figlia più piccola di 11 anni. Domani, giovedì, tornerà in Toscana. Fonte Corriere della Sera

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