Bellano: il corpo trovato è di Osvaldo Lanfredini

Dopo un anno di analisi, c'è la certezza: i resti trovati a Presallo, frazione abbandonata di Bellano, in provincia di Lecco, appartengono all'operaio scomparso nel 2020

Redazione
Bellano: il corpo trovato è di Osvaldo Lanfredini
Osvaldo Lanfredini

Bellano: il corpo trovato è di Osvaldo Lanfredini. Dopo un anno di analisi, c’è la certezza: i resti trovati a Presallo, frazione abbandonata di Bellano, in provincia di Lecco, appartengono all’operaio scomparso nel 2020.

La montagna, che per Osvaldo Lanfredini era casa e passione, ha restituito l’ultima risposta, chiudendo ufficialmente uno dei “gialli” più sentiti della Valsassina.

La conferma del DNA sui resti ritrovati a Presallo permette finalmente alla comunità di Vegno e Crandola di elaborare un lutto rimasto sospeso dal gennaio del 2020.

La vicenda di Osvaldo è stata una delle ultime cronache prima che il mondo venisse stravolto dalla pandemia. Nel gennaio 2020, Osvaldo, 50 anni, esperto camminatore e cercatore di funghi, esce di casa a Vegno.

Non porta con sé il cellulare, un dettaglio che renderà impossibili le ricerche tecnologiche. L’ultima a vederlo è una vicina, intorno al 22 gennaio.

Nel febbraio successivo, i colleghi di lavoro, non vedendolo arrivare per settimane, lanciano l’allarme il 17. Le ricerche coinvolgono la Prefettura, il sindaco Matteo Manzoni e l’intera comunità, ma la montagna non concede indizi.

Solo nel marzo dell’anno scorso, a distanza di cinque anni, vengono rinvenuti resti umani nei pressi di alcuni casolari abbandonati a Presallo, sopra Bellano. L’area boschiva e il tempo trascorso rendono necessario un lungo e complesso esame del DNA.

Ora, è arrivato l’esito definitivo. Quei resti sono di Osvaldo. Un incidente durante una delle sue amate escursioni resta l’ipotesi più accreditata per spiegare la tragedia.

Il ritorno a casa

Per la provincia di Lecco, la risoluzione di questo caso rappresenta un momento di profonda umanità. Osvaldo Lanfredini potrà ora avere una sepoltura dignitosa. Gli amici del bar e i colleghi che non hanno mai smesso di chiedersi che fine avesse fatto potranno finalmente portargli un fiore.

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