Bologna: 20enne muore tre settimane dopo la visita in pronto soccorso
Sala Bolognese in lutto. Disposta l'autopsia. Aperto un fascicolo dalla Procura
Bologna: 20enne muore tre settimane dopo la visita in pronto soccorso. Sala Bolognese in lutto. Disposta l’autopsia. Aperto un fascicolo dalla Procura.
Una comunità intera sotto choc e un dolore che non trova parole. La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo di indagine sulla morte di Giulia Guidotti, una ragazza di soli 20 anni deceduta l’8 ottobre nella sua abitazione a Sala Bolognese.
L’obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sulla vicenda e chiarire ogni eventuale responsabilità legata alle cure mediche ricevute prima del decesso.
Secondo quanto ricostruito, a metà settembre Giulia si era recata al pronto soccorso accusando sintomi che avevano fatto sospettare un attacco epilettico.
Dopo essere stata visitata e sottoposta ad alcuni accertamenti iniziali, la giovane era stata dimessa con la prescrizione di ulteriori esami da effettuare nei giorni successivi. Purtroppo, la ventenne è venuta a mancare prima di riuscire a sottoporsi agli approfondimenti previsti.
Per chiarire le esatte cause della morte e stabilire la sequenza degli eventi, il PM titolare dell’inchiesta, Marco Imperato, ha disposto l’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni.
L’apertura del fascicolo rappresenta un atto formale fondamentale per consentire lo svolgimento di tutti i rilievi necessari da parte degli inquirenti.
La notizia ha scosso profondamente Sala Bolognese, dove Giulia era molto conosciuta e apprezzata per la sua generosità e il suo impegno nel volontariato.
Commosso il ricordo dell’associazione “Pubblica assistenza città di Bologna”, che in un post sui social ha voluto dedicarle un ultimo saluto.
“Giulia ha vissuto diversi momenti della nostra associazione e ci ha regalato una presenza discreta, gentile, oltre alle sue fotografie che tanti di noi ancora conservano e che da oggi custodiranno, con affetto, pensando a lei”.
La famiglia, i genitori e la sorella, si stringono ora nel dolore in attesa che l’inchiesta possa restituire risposte e chiarezza su questa prematura scomparsa.