Bologna trionfa agli Oscar: la produttrice Valentina Merli vince la statuetta

Successo per la bolognese di Misia Films nella notte di Hollywood: il corto "Two People Exchanging Saliva" conquista l'Academy. Un progetto nato a Parigi durante il Covid che parla di intimità, diritti e libertà

Redazione
Bologna trionfa agli Oscar: la produttrice Valentina Merli vince la statuetta
Valentina Merli

Bologna trionfa agli Oscar: la produttrice Valentina Merli vince la statuetta. Successo per la bolognese di Misia Films nella notte di Hollywood: il corto “Two People Exchanging Saliva” conquista l’Academy. Un progetto nato a Parigi durante il Covid che parla di intimità, diritti e libertà.

C’è un pezzo di Bologna che brilla sotto le luci di Los Angeles. Nella notte più attesa del cinema mondiale, la produttrice Valentina Merli, fondatrice della casa di produzione francese Misia Films, è salita sul palco del Dolby Theatre per ritirare il premio Oscar nella categoria Miglior corto live action per l’opera Two People Exchanging Saliva.

Un premio storico e “queer”

La vittoria è arrivata poco dopo l’una di notte (ora italiana), presentata dall’attore Kumail Nanjiani. In una serata dai risvolti rari, l’Academy ha assegnato due statuette ex aequo nella stessa categoria: l’altra è andata al film The Singers.

A ritirare il premio, visibilmente emozionati, i registi Alexandre Singh e Natalie Musteata, affiancati da una raggiante Valentina Merli. “Questo film è un invito a riscoprire l’intimità in un mondo freddo“, hanno dichiarato i registi dal palco, ringraziando per il riconoscimento a un’opera “strana e queer”.

Il progetto vanta nomi di respiro internazionale anche nella produzione esecutiva, con icone del calibro di Isabelle Huppert e Julianne Moore.

Dalle Galeries Lafayette alla denuncia sociale

Il corto ha una genesi singolare: fa parte della serie By Night, nata durante il lockdown quando i grandi magazzini parigini Galeries Lafayette, chiusi al pubblico, hanno offerto i propri spazi ad artisti e registi.

Nonostante l’estetica ricercata, il film nasconde forti messaggi politici. Come spiegato da Merli, alcuni dettagli dei costumi (uno dei quali ispirato a un QR code) richiamano la rivoluzione “Donna, vita, libertà” in Iran, intrecciando temi come la violenza sistemica e le politiche sull’immigrazione.

Le radici bolognesi

Sebbene risieda in Francia dal 1999, Valentina Merli non dimentica il legame con la sua città d’origine, dove si è laureata in Giurisprudenza. “Bologna è una città che nutre e dà energia,” ha ricordato la produttrice, sottolineando come la sua carriera sia iniziata proprio con una tesi di Diritto privato comparato e uno stage a Strasburgo presso Eurimages.

Nonostante il successo internazionale, Merli torna regolarmente in città per ritrovare famiglia e amici, portando con sé quell’impronta culturale bolognese che l’ha guidata fino alla vetta del cinema mondiale.

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