Boom monopattini elettrici. Codacons: Molti rischi, meglio limitare uso

3 settimane fa
3 Settembre 2020
di redazione

Boom monopattini elettrici. Codacons: Molti rischi, meglio limitare uso. Sono innumerevoli le infrazioni che avvengono da chi usa regolarmente il monopoattino elettrico. Rigorosamente senza casco, spesso in due, talvolta in controsenso e per lo più incuranti delle regole del codice stradale.

Questi mezzi vengono usati in modo sconsiderato e improprio mentre invece erano stati pensati per ridurre le emissioni inquinanti e per snellire il traffico, velocizzando così i tempi di spostamento.

Le regole ci sarebbero pure ma le multe della polizia locale continuano a fioccare e gli incidenti sono diventati un rischio concreto, a causa dell’imprudenza e della superficialità di quegli utenti che hanno scambiato un mezzo di trasporto per un giocattolo.

In questa intervista si è esposto Piero Mongelli, il responsabile dell’ufficio legale di Codacons Lecce, l’associazione dei consumatori che ha alzato la guardia e a livello nazionale e che si è già mossa per richiedere restrizioni e paletti nelle condizioni d’uso al fine di garantire una maggiore sicurezza per tutti.

I monopattini sono equiparati a biciclette e velocipedi: cosa dice la legge?

“Il riferimento è l’articolo 13 della legge numero 8 del 2020 che ha equiparato questi mezzi alle biciclette, consentendo la circolazione sulle strade in cui è previsto il limite di 50 chilometri orari (quindi all’interno dei centri urbani); mentre nelle strade extraurbane il transito è consentito solo all’interno delle piste ciclabili.

I monopattini non possono superare la velocità di 25 chilometri orari; in alcune zone miste, pedonali e ciclabili, non possono superare i 6 chilometri orari; nelle ore notturne è previsto l’obbligo di indossare il giubbotto catarifrangente. Per quanto riguarda i minorenni, possono salire sul mezzo dai 14 anni in poi e hanno l’obbligo di indossare il casco”.

La legislazione vigente dovrebbe essere a vostro avviso modificata?

“Secondo Codacons parificare i monopattini a una bicicletta o a un velocipedo è un errore del legislatore perché i monopattini hanno caratteristiche proprie.

Innanzitutto il mezzo ha una scarsa visibilità su strada: l’automobilista non vede davanti a sé un’intera struttura motoria ma una solo una figura dritta in piedi; può quindi scambiare l’utente di un monopattino per un pedone e non essere in grado di valutarne correttamente la velocità.

Codacons ha perciò chiesto predisporre una regolamentazione specifica per questo mezzo di trasporto, che tenga conto delle sue caratteristiche. I monopattini hanno ruote piccole e lo spazio di manovra nel traffico è molto più repentino.

Gli incidenti, anche gravi, che si stanno verificando in tutta Italia dimostrano che non siamo ancora pronti ad una parificazione integrale. Non sottovalutiamo anche il rischio di mortalità che rimane elevato perché il mezzo è privo di protezioni e sarebbe quindi opportuno obbligare tutti (anche i maggiorenni) all’uso del casco”.

Cosa potrebbe succedere nel caso di un incidente?

“A meno che l’utente non abbia stipulato un’assicurazione privata, il mezzo è scoperto e quindi il danno deve essere pagato interamente di tasca propria.

Il nostro ordinamento, peraltro, prevede il reato di omicidio stradale per cui se un automobilista dovesse scambiare un monopattino per un pedone e, malauguratamente, lo dovesse investire andrebbe incontro a seri problemi legali.

Oltre a piangere il morto, fatto di per sé gravissimo, riteniamo grave anche la possibilità che una persona possa ritrovarsi in una situazione del genere.

Occorre ragionare a monte sui criteri di sicurezza. La mobilità, lo ripetiamo, deve rispondere a precisi criteri di sicurezza”.

Cosa si può fare per correggere l’uso improprio di questi mezzi, scambiati per un giocattolo?

“Questo è uno dei problemi principali da affrontare: un conto sono le norme che prevedono dei limiti, un conto è l’uso concreto che talvolta va in tutt’altra direzione.

A Lecce mi è capitato di assistere a scene incredibili: ho visto passare un monopattino con a bordo un adulto e un bambino che, a sua volta, trainava uno zaino con le rotelle.

Una cosa fuori dal mondo. Ricordiamo inoltre che le biciclette hanno l’obbligo di mantenere la destra e di non affiancarsi l’una con l’altra, lo stesso vale anche per i monopattini.

Purtroppo non sono pochi quelli che sfrecciano tra le macchine in modo repentino, passando da destra a sinistra. L’auspicio che i Comuni adottino misure quanto più restrittive possibile riguardo all’uso di questi mezzi”.

Le amministrazioni comunali hanno la possibilità di limitare i rischi?

“La legge prevede che per poter utilizzare il mezzo nella rete urbana sia necessaria un’ordinanza della giunta comunale e lascia quindi alle amministrazioni comunali alcuni margini di manovra per regolamentare l’uso.

A Lecce ci sono aree in cui il limite di velocità è fortemente ristretto ed è vietato l’uso nel quadrilatero di piazza Mazzini e all’interno della villa comunale.

Tuttavia ci sembra che il monopattino venga considerato come un elemento di potenziale disturbo per i pedoni mentre occorre considerare anche i rischi per strada.

A mio avviso il monopattino dovrebbe essere autorizzato esclusivamente nelle zone pedonali e lungo le piste ciclabili.

Questo strumento di mobilità alternativa ha un senso nelle grandi città ma nel capoluogo salentino il disagio del traffico cittadino dipende soprattutto dall’affluenza delle automobili dalla provincia; peraltro la città non è ancora provvista di piste ciclabili vere e proprie.

Per questo motivo Codacons sta monitorando la situazione e ha intenzione di chiedere al Comune di limitare l’uso dei monopattini”.

Alessandro Pallavicini

temi di questo post