Bruno Savoia non ce l’ha fatta. Era ricoverato per lo scoppio di un petardo
Il 43enne di trovava nell'ospedale Sant'Andrea di Vercelli dal giorno di Capodanno. Aveva perso la mano sinistra per lo scoppio di un petardo artigianale
Bruno Savoia non ce l’ha fatta. Era ricoverato per lo scoppio di un petardo. Il 43enne di trovava nell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli dal giorno di Capodanno. Aveva perso la mano sinistra per lo scoppio di un petardo artigianale.
Bruno Savoia non ce l’ha fatta: è morto questa mattina, poco prima dell’alba, all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove era ricoverato in rianimazione dal giorno di Capodanno. Aveva 43 anni e aveva perso la mano sinistra a seguito dell’esplosione di un petardo artigianale.
L’uomo viveva con la compagna in via Giacomo Leopardi 11, a Vercelli. Durante i festeggiamenti della notte di San Silvestro era sceso nel cortile del palazzo e, insieme ad alcuni amici, aveva acceso un ordigno che avrebbe realizzato personalmente.
L’esplosione, estremamente violenta, aveva scosso l’intero stabile, richiamando l’attenzione di tutti i residenti. In un primo momento Savoia era stato soccorso dagli amici, che lo avevano caricato in auto e trasportato d’urgenza al pronto soccorso.
La compagna, Grazia, ha raccontato di aver tentato ripetutamente di contattare i soccorsi: «Ho chiamato l’ambulanza per 18 volte, ma non arrivava mai».
Una volta giunto in ospedale, le condizioni del 43enne erano apparse subito critiche. Sottoposto a un complesso intervento chirurgico, i medici non sono riusciti a salvargli l’arto.
Nell’esplosione l’uomo aveva riportato anche gravi lesioni all’addome e ustioni in diverse parti del corpo. Nelle prossime ore la Procura di Vercelli potrebbe disporre l’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso, mentre continuano le indagini dei carabinieri.