Cade da un ponteggio a Montalto Uffugo: operaio di 62 anni muore all’ospedale di Cosenza

L'infortunio è avvenuto martedì in un cantiere nel Cosentino. Il sindacato Fillea Cgil: «Non ci si può abituare a questa strage infinita»

Redazione
Cade da un ponteggio a Montalto Uffugo: operaio di 62 anni muore all’ospedale di Cosenza
Repertorio

Cade da un ponteggio a Montalto Uffugo: operaio di 62 anni muore all’ospedale di Cosenza. L’infortunio è avvenuto martedì in un cantiere nel Cosentino. Il sindacato Fillea Cgil: «Non ci si può abituare a questa strage infinita».

Non ce l’ha fatta l’operaio di 62 anni precipitato martedì scorso da un’impalcatura mentre lavorava all’interno di un cantiere a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza.

L’uomo si è spento nella giornata di ieri, sabato 25 luglio, presso l’ospedale “Annunziata” di Cosenza, dove si trovava ricoverato in condizioni disperate nel reparto di rianimazione.

A rendere nota la notizia del decesso è stata la sigla sindacale Fillea Cgil Calabria, che ha espresso profondo cordoglio per l’ennesima tragedia che colpisce il settore edile della regione.

Le indagini sulla sicurezza nel cantiere

Subito dopo la caduta, la macchina dei soccorsi del 118 si era attivata trasferendo d’urgenza il sessantaduenne al nosocomio cosentino. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri e gli ispettori dello Spisal (Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’ASP di Cosenza.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica puntano a chiarire le cause per cui l’operaio sia precipitato e a verificare se all’interno del cantiere fossero stati attivati tutti i sistemi di sicurezza, le imbracature e i dispositivi di protezione individuale previsti dalle normative vigenti.

La dura presa di posizione della Fillea Cgil

Un duro commento sull’accaduto è arrivato da Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria. «Ci troviamo di fronte all’ennesima, tragica notizia. È un altro grano che va ad aggiungersi alla triste e inaccettabile corona dei padri di famiglia caduti sul lavoro per portare a casa un tozzo di pane».

«Una strage infinita che richiede un impegno immediato e concreto sul fronte della sicurezza, della prevenzione, dei controlli e dell’accertamento delle responsabilità. Non possiamo e non dobbiamo abituarci né tantomeno voltarci dall’altra parte. Serve sostegno reale alle famiglie delle vittime».

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