Cade dalla scala: Paolo sbatte la testa dopo un volo di 3 metri e muore

Fabbro e titolare di una azienda di serrande e cancelli, Paolo Gaetani era originario di Monfalcone, ma da vent’anni viveva a Trieste con la moglie
di  Redazione
3 mesi fa - 6 Marzo 2021

Cade dalla scala: Paolo sbatte la testa dopo un volo di 3 metri e muore. Ha perso la vita cadendo dalla scala mentre lavorava nel suo garage. Paolo Gaetani, 43 enne di Monfalcone, è precipitato da un’altezza di tre metri.

Trasportato in ospedale in gravi condizioni, si è spento dopo alcuni giorni di ricovero. Come si legge sul Piccolo, l’uomo ha sbattuto violentemente la testa nella zona occipitale, quella posteriore.

Sul posto è subito intervenuta un’ambulanza che l’ha trasportato al Pronto soccorso di Cattinara in codice rosso. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. Le cause dell’infortunio sono in corso di accertamento da parte dell’Azienda sanitaria.

Non sembrano infatti ancora chiari i motivi dell’accaduto. C’è anche l’ipotesi che Gaetani sia stato colto da un malore mentre stava lavorando.

Chi era Paolo Gaetani

Paolo Gaetani abitava da circa vent’anni a Trieste, dove si era trasferito dopo aver conosciuto Elena, sua moglie. Lascia anche una figlia di 13 anni. Fabbro e titolare della ditta Nuova Ofm, specializzata in serrande e cancelli.

Oltre al lavoro era appassionato di pesca sportiva. “Era una passione forte, la sua. Si era comperato anche una barca. Lo ricorderemo sempre con il sorriso e per la sua disponibilità” dice l’amico ed ex collega Stefano Marsanich.

Il tempo libero lo trascorreva anche giocando a calcio, attività che da ragazzo aveva praticato a livello agonistico militando nell’Aris San Polo di Monfalcone. A ricordarlo è anche la sorella più piccola, Samantha.

L’ultima dei 14 fratelli, molto legata a lui: “Era una persona solare, sempre sorridente. Era ben voluto e aiutava tutti. Ci si affezionava a lui, per la sua attitudine positiva verso gli altri” dice al quotidiano locale.

E’ ai domiciliari ma commette violenze, in carcere

Un uomo di 28 anni, cittadino moldavo, agli arresti domiciliari, è stato arrestato dalla Polizia, a Pordenone, perché responsabile di vari episodi di violenze domestiche. Dovrà per questo scontare in carcere il residuo della pena, 2 anni e 7 mesi, per il reato di rapina impropria.

Il giovane, il 10 dicembre 2018, a Portogruaro, all’interno di una profumeria, si era impossessato di profumi e cosmetici, ma era stato scoperto da una commessa, che lui aveva strattonato nel tentativo di fuggire.

Il cittadino moldavo aveva iniziato a scontare la pena in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione, con braccialetto elettronico. Durante gli arresti, però, si era reso responsabile, nel luglio dello scorso anno, di gravi violenze e maltrattamenti familiari.

Ha picchiato la madre, litigando in modo violento quasi ogni giorno e commettendo alcuni episodi di violenza domestica, anche alla presenza di una nipotina minorenne. Proprio per queste violenze è stato nuovamente denunciato.

E dunque il Tribunale di Sorveglianza di Trieste ha ritirato le istanze alternative alla detenzione, disponendo la carcerazione. Al termine delle incombenze di rito, il giovane è stato chiuso nella Casa Circondariale di Pordenone.

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