Camilla Neuroni e il nuovo glamour italiano: moda, sensualità e cultura del Made in Italy
L'estetica di Camilla Neuroni nasce da un'idea di glamour che guarda alla tradizione italiana senza rimanerne prigioniera.
Una femminilità decisa, silhouette costruite, tacchi a spillo, guanti lunghi, gioielli e una predilezione quasi istintiva per il nero: l’estetica di Camilla Neuroni nasce da un’idea di glamour che guarda alla tradizione italiana senza rimanerne prigioniera.
È uno stile riconoscibile, sviluppato attraverso anni di lavoro davanti all’obiettivo e influenzato dalle differenti culture nelle quali Camilla è cresciuta.
Nata a Milano e cresciuta in Svizzera, la modella identifica nel glamour italiano e nella precisione svizzera due componenti complementari della propria estetica.
«Femminile, glamour e sofisticato, ma sempre con un lato deciso», è così che descrive il proprio stile. Non sorprende quindi che tra le maison che sente più vicine alla propria personalità compaiano Roberto Cavalli, Dolce & Gabbana o Versace. Roberto Cavalli rappresenta per lei una sensualità audace e istintiva. Dolce & Gabbana richiama la forza dell’identità italiana e mediterranea.
Versace interpreta invece una femminilità potente e perfettamente consapevole della propria presenza. La modella guarda inoltre ad Alessandra Rich per il suo glamour sofisticato e contemporaneo e ad Alexandre Vauthier per la capacità di costruire silhouette da sera fortemente riconoscibili.
Tra le icone cita Adriana Lima, Monica Bellucci, Naomi Campbell e Victoria Beckham, mentre tra le modelle contemporanee apprezza la capacità di Kendall Jenner di muoversi tra alta moda e cultura pop.
Il suo guardaroba personale segue una filosofia semplice: eleganza senza tempo come base, elementi contemporanei come accento. Un abito nero perfettamente tagliato rimane uno dei suoi capi irrinunciabili. Gli accessori, però, assumono per lei un’importanza particolare.
Occhiali da sole, gioielli, stiletto e soprattutto guanti lunghi possono trasformare completamente il linguaggio di un outfit.
Una sensibilità che rende particolarmente coerente anche la collaborazione con Sermoneta Gloves, nome storico legato all’artigianalità italiana e a un accessorio che Camilla considera parte integrante della propria estetica.
Il rapporto con il Made in Italy attraversa anche altre esperienze professionali, tra fashion, jewellery, beauty e luxury.
Nel corso della sua carriera, la modella ha collaborato o posato per progetti editoriali legati ad importanti realtà dell’alta moda milanese tra questi spiacciano Colombo Milano, Sermoneta, Anton Giulio Grande, Scavia, Abeille Allegra e moltissimi altri oltre ad aver sviluppato rapporti con il panorama fashion svizzero attraverso Swiss Fashion TV e la Camera della Moda Svizzera.
Un altro elemento fondamentale del suo rapporto con la moda è la fotografia
Tra i numerosi fotografi associati all’alta moda per cui ha posato, spicca la nota figura di Marc Evans, con il quale il rapporto professionale proseguirà nel 2027 attraverso una nuova esposizione fotografica che coinvolgerà Camilla come parte integrante del progetto. La mostra sarà ospitata da The Gallery Milano in Via Manzoni 16 e da The Gallery a Londra, segnando la seconda grande esposizione di Evans dopo quella del 2024.
Per Neuroni, questo passaggio rappresenta qualcosa di più di un nuovo shooting: è la possibilità di vedere la fotografia fashion uscire dalle pagine di un magazine per entrare fisicamente nello spazio di una galleria.
Anche il suo rapporto con il lusso parte da una definizione precisa. «Il vero lusso non è semplicemente prezzo o status. È qualità, artigianalità, esclusività e l’esperienza emotiva che un oggetto o un luogo riesce a creare». Un’idea perfettamente coerente con la cultura del Made in Italy.
Per Camilla, infatti, quella dicitura rappresenta molto più di una provenienza geografica. È heritage, manifattura, creatività, design e attenzione quasi ossessiva per il dettaglio. La sua campagna fashion ideale rifletterebbe completamente questa filosofia.
Non semplicemente una sequenza di immagini, ma una produzione quasi cinematografica: una maison internazionale, una location straordinaria, fotografia, video, movimento, styling e una narrazione capace di vivere contemporaneamente su magazine, digital, outdoor e, perché no, anche all’interno di spazi espositivi.
In quella visione, la supermodella non sarebbe semplicemente il volto di un abito. Diventerebbe parte di un universo. Perché per Camilla Neuroni la moda diventa davvero interessante quando smette di limitarsi all’immagine e comincia a raccontare una storia.