Campobasso: non fu cibo killer, ma veleno
Svolta nelle indagini: Sara e Antonella uccise dalla ricina. La Procura indaga per duplice omicidio premeditato. Scagionati i medici del Cardarelli
Campobasso: non fu cibo killer, ma veleno. Svolta nelle indagini: Sara e Antonella uccise dalla ricina. La Procura indaga per duplice omicidio premeditato. Scagionati i medici del Cardarelli.
La sostanza del delitto: la Ricina
La perizia tossicologica ha ribaltato mesi di ipotesi. Non si è trattato di botulino o intossicazione da funghi, ma di avvelenamento da ricina, una proteina tossica estratta dai semi della pianta di ricino.
L’ingestione del veleno provoca nausea, vomito e collasso multi-organo. Una sostanza difficilissima da tracciare, che ha richiesto analisi incrociate con laboratori d’oltreoceano.
L’accusa è passata da omicidio colposo a duplice omicidio premeditato. Qualcuno, con fredda lucidità, avrebbe somministrato il veleno alle due donne durante le festività natalizie.
La posizione dei medici e della famiglia
La notizia cambia radicalmente il destino giudiziario di diverse persone. I cinque sanitari del Cardarelli inizialmente indagati per omicidio colposo vedono ora cadere le accuse.
Le donne erano state dimesse dal pronto soccorso perché i sintomi mimavano una banale influenza intestinale, occultando la natura dolosa dell’avvelenamento.
Gianni Vita e l’altra figlia (anche lei di nome Sara nella ricostruzione iniziale, ma rimasta in vita) si sono trasferiti in un’altra abitazione. La loro casa di Campobasso resta sotto sequestro: è lì che gli investigatori cercano la “pistola fumante”, ovvero il contenitore o l’alimento usato per veicolare la ricina.
l nuovo fascicolo della Procura di Campobasso punta a individuare chi avesse accesso alla ricina e chi avesse un movente così forte da voler eliminare madre e figlia.
Gli investigatori stanno setacciando la vita privata della famiglia, i contatti web (per l’acquisto di sostanze tossiche) e le dinamiche relazionali degli ultimi mesi.