Cardano: morto l’imprenditore Manfred Rigger dopo lo schiaffo fatale al bar
Il dramma iniziato il 28 maggio all'area di servizio Q8 per vecchi rancori. Markus Dorfmann, fuggito in bicicletta e poi arrestato, vede la sua accusa trasformarsi in omicidio preterintenzionale
Cardano: morto l’imprenditore Manfred Rigger dopo lo schiaffo fatale al bar. Il dramma iniziato il 28 maggio all’area di servizio Q8 per vecchi rancori. Markus Dorfmann, fuggito in bicicletta e poi arrestato, vede la sua accusa trasformarsi in omicidio preterintenzionale.
Dopo tredici giorni di agonia nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Bolzano, è morto Manfred Rigger, l’imprenditore di 66 anni rimasto vittima di una brutale aggressione lo scorso 28 maggio.
L’uomo era stato ridotto in fin di vita da un singolo, violentissimo schiaffo che lo aveva fatto rovinare al suolo all’esterno di un’area di servizio. Con il decesso della vittima, la Procura ha modificato il capo d’imputazione a carico del responsabile, il 55enne Markus Dorfmann, che ora deve rispondere di omicidio preterintenzionale.
La discussione, il colpo a tradimento e la fuga
L’episodio si era consumato nel tardo pomeriggio di giovedì 28 maggio nello spiazzo esterno del bar annesso alla stazione di servizio Q8 di Cardano, frazione del comune di Cornedo all’Isarco, alle porte di Bolzano.
Rigger e Dorfmann (quest’ultimo personaggio già ben noto alle forze dell’ordine locali) si erano incrociati casualmente. Tra i due era nato un alterco verbale molto acceso, originato da vecchie questioni personali mai risolte.
Al culmine della lite, Dorfmann aveva colpito l’imprenditore con un ceffone improvviso e violentissimo all’altezza dell’orecchio. Il colpo, del tutto inaspettato, aveva tolto ogni capacità di difesa a Rigger, facendolo cadere all’indietro. L’impatto della nuca contro l’asfalto della stazione di servizio era stato devastante.
Mentre i clienti del bar prestavano i primi soccorsi all’imprenditore rimasto esanime in una pozza di sangue, Dorfmann era salito in sella alla propria bicicletta allontanandosi rapidamente.
La sua fuga era tuttavia durata poche ore: i Carabinieri, grazie alle descrizioni dei testimoni e ai filmati delle telecamere acquisiti dalla titolare del bar, lo avevano rintracciato e arrestato all’interno della sua abitazione.
Il triste epilogo in ospedale e la svolta giudiziaria
Le condizioni di Manfred Rigger erano apparse disperate sin dal primo momento a causa di un gravissimo trauma cranico con emorragia cerebrale. Nonostante i tentativi dei neurochirurghi del nosocomio bolzanino di ridurre la pressione intracranica, il quadro clinico del sessantaseienne è precipitato nelle ultime ore, fino alla constatazione del decesso avvenuta ieri.
Markus Dorfmann si trova attualmente rinchiuso in custodia cautelare presso il carcere di Bolzano. Fino a ieri l’accusa formulata dal Pubblico Ministero era di tentato omicidio; da oggi l’accusa si è formalmente trasformata in omicidio preterintenzionale (Articolo 584 del Codice Penale), reato che prevede pene sensibilmente più severe, in quanto l’azione violenta (lo schiaffo) ha provocato come conseguenza diretta, seppur non intenzionale, la morte della vittima.
Le immagini delle telecamere come prova regina
Nel fascicolo della Procura della Repubblica di Bolzano sono già confluiti i rilievi tecnici eseguiti dai militari dell’Arma e, soprattutto, i filmati del sistema di videosorveglianza della stazione di servizio.
I video documentano in modo nitido e inequivocabile l’intera sequenza dell’aggressione, confermando che Rigger non ha avuto il tempo di abbozzare alcuna reazione prima di essere abbattuto.
Nelle prossime ore il magistrato inquirente affiderà l’incarico per l’esame autoptico, atto formale necessario per stabilire il nesso di causalità assoluto tra il colpo ricevuto, la caduta e il decesso dell’imprenditore.