Carmelo De Palma, barese, sarà proclamato beato

Papa Francesco ha autorizzato la beatificazione del sacerdote pugliese: il miracolo, la vita e la morte

Redazione
Carmelo De Palma, barese, sarà proclamato beato

Carmelo De Palma, barese, sarà proclamato beato. Papa Francesco ha autorizzato la beatificazione del sacerdote pugliese: il miracolo, la vita e la morte.

La Chiesa si appresta a canonizzare tre nuovi santi e un beato, dopo che Papa Francesco, all’età di 88 anni, ha dato il via libera al Dicastero delle Cause dei Santi per pubblicare i decreti corrispondenti venerdì 28 marzo.

Tra questi decreti è incluso il riconoscimento di un miracolo ottenuto grazie all’intercessione del venerabile Servo di Dio Carmelo De Palma, sacerdote diocesano, nato il 27 gennaio 1876 a Bari e scomparso nella stessa Bari il 24 agosto 1961.

La vita di De Palma

Questo passo importante permetterà la sua beatificazione. Carmelo De Palma nacque a Bari il 27 gennaio 1876. Rimasto orfano, si trasferì nel Seminario della sua città a soli dieci anni.

Ordinato sacerdote a Napoli il 17 dicembre 1898, si rifugiò nel monastero benedettino di Montecassino per un periodo a causa di problemi di salute.

Il 17 giugno 1900, fu nominato Cappellano della Basilica di San Nicola a Bari, dedicandosi con fervore alla celebrazione della Messa, alle confessioni e al sostegno delle attività pastorali.

Dal 1902, servì in vari ruoli nella stessa Basilica, ricoprendo posizioni come segretario del Gran Priore, cerimoniere e cancelliere, fino a diventare vicario capitolare dal 1945 al 1951.

Quando la Basilica fu affidata ai Padri Domenicani dalla Santa Sede, De Palma, con una profonda connessione alla spiritualità benedettina, fu designato direttore spirituale delle monache benedettine di Santa Scolastica a Bari e degli Oblati e delle Oblate di San Benedetto.

La pastorale

Si dedicò anche a numerosi aspetti pastorali, tra cui l’Azione cattolica e la direzione spirituale di fedeli, sacerdoti e seminaristi. Il suo impegno nel ministero della confessione era infaticabile.

Verso la fine della sua vita, le sue condizioni di salute peggiorarono: soffriva di colite cronica, arteriosclerosi del miocardio e perdeva gradualmente la vista.

Celebrò la Messa in pubblico per l’ultima volta nel febbraio 1961 e, a causa delle sue malattie, continuò a celebrare in privato nella sua stanza, rimanendo comunque disponibile per le confessioni. Si spense a Bari il 24 agosto 1961 per insufficienza cardiaca.

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