Caso Colacicco ad Avellino: il dramma del “rene sano”

Processo a Villa Ester: in aula i consulenti tecnici. La perizia inchioda i medici: "Mancarono approfondimenti diagnostici". Il figlio Giuseppe: "Giustizia per mio padre, evitare la prescrizione"

Redazione
Caso Colacicco ad Avellino: il dramma del “rene sano”
Colacicco

Caso Colacicco ad Avellino: il dramma del “rene sano”. Processo a Villa Ester: in aula i consulenti tecnici. La perizia inchioda i medici: “Mancarono approfondimenti diagnostici”. Il figlio Giuseppe: “Giustizia per mio padre, evitare la prescrizione”.

Il processo per la morte di Eduardo Colacicco, il 78enne vittima di un incredibile errore medico nell’ottobre del 2020, entra nel vivo. Un caso che non è solo una cronaca giudiziaria, ma il racconto di una catena di omissioni che ha trasformato un intervento risolutivo in una condanna a morte.

La “catena dell’errore”: dal referto alla sala operatoria

Secondo la ricostruzione della Procura e le testimonianze dei periti (come la dottoressa Arianna Tuccillo), la morte di Colacicco è stata il risultato di una superficialità reiterata.

Tutto sarebbe iniziato con un errore di trascrizione nel referto della PET effettuata a Mercogliano. La dottoressa Franca Salzillo avrebbe indicato il lato sinistro (sano) come quello neoplastico, anziché il destro.

Il chirurgo Mario Di Martino avrebbe recepito acriticamente il dato errato, riportandolo nella richiesta di ricovero e, successivamente, nella cartella clinica presso la clinica Villa Ester.

Il momento più critico è avvenuto in sala operatoria, dove la procedura di sicurezza (la checklist), che dovrebbe servire proprio a evitare lo scambio di lato, è stata compilata confermando nuovamente il lato sinistro.

La consulenza tecnica ha evidenziato che non ci si sarebbe dovuti basare solo sulla PET, ma che erano necessari ulteriori accertamenti che avrebbero mostrato chiaramente la sede reale del tumore.

Il grido del figlio: “Vogliono la prescrizione?”

Oggi, 7 maggio 2026, il figlio della vittima, Giuseppe Colacicco, esprime tutta la sua amarezza per un processo che appare ancora nelle fasi iniziali. La preoccupazione principale della famiglia è che la lentezza burocratica possa portare alla prescrizione del reato di omicidio colposo.

Nessuno potrà riportare in vita mio padre,” dice Giuseppe, ricordandolo come un uomo eccezionale. La sua battaglia è ora affinché simili leggerezze non colpiscano altre famiglie.

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