Caso Vassallo: prosciolto il colonnello dei carabinieri Cagnazzo
"Non luogo a procedere" per le accuse di omicidio e depistaggio. Il Gup di Salerno: "Assenza di ragionevole previsione di condanna".
Caso Vassallo: prosciolto il colonnello dei carabinieri Cagnazzo. “Non luogo a procedere” per le accuse di omicidio e depistaggio. Il Gup di Salerno: “Assenza di ragionevole previsione di condanna”.
La fine di un’ombra durata 16 anni
La sentenza smonta definitivamente l’ipotesi accusatoria secondo la quale il colonnello Cagnazzo era coinvolto nel delitto del “Sindaco Pescatore”, avvenuto ad Acciaroli il 5 settembre 2010:
Il giudice ha seguito il solco tracciato dalla Cassazione, ritenendo inattendibili le testimonianze di tre pregiudicati che miravano ai benefici dei programmi di protezione.
Crolla l’ipotesi secondo cui l’ufficiale avrebbe partecipato all’esecuzione di Vassallo o depistato le indagini per coprire un presunto traffico di droga nel porto locale.
Le parole del Colonnello: “Nessun rancore”
Nonostante il carcere preventivo subito nel novembre 2024 e una carriera che definisce “distrutta senza se e senza ma”, Fabio Cagnazzo ha scelto la via della compostezza.
“Angelo era un amico, c’era rispetto reciproco” ha dichiarato, sottolineando il dolore per essere stato additato per anni come l’assassino di un uomo che stimava.
L’ufficiale ha ribadito la sua fedeltà allo Stato e alla divisa, assicurando che ripartirà “piano piano”, con l’auspicio che la vera giustizia per Vassallo emerga finalmente.
Cosa resta del caso Vassallo
Se per Cagnazzo il calvario è finito, l’omicidio di Angelo Vassallo resta, ad oggi, un mistero irrisolto. Il proscioglimento dell’ufficiale sposta nuovamente l’attenzione sulla necessità di trovare i veri esecutori e mandanti di quei nove colpi di pistola che, sedici anni fa, spensero il sogno di un’Acciaroli libera e pulita.