Casteldaccia, arrestati sindaco e altri 4: dopo la tragica alluvione

Casteldaccia, arrestati sindaco e altri 4: dopo la tragica alluvione

5 Dicembre 2019

di Redazione L'inserto

Casteldaccia, arrestati sindaco e altri 4: dopo la tragica alluvione. Il sindaco di Casteldaccia (Palermo) Giovanni Di Giacinto, il suo vice Giuseppe Montesanto, l’assessore Marilena Tomasello, il funzionario Rosalba Buglino e un geometra, Salvatore Merlino, sono stati arrestati dai carabinieri con le accuse a vario titolo di corruzione, abuso d’ufficio, falso materiale ed ideologico. Il blitz è scattato all’alba, in esecuzione di un’ordinanza del Gip, su richiesta del procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio e del pm Daniele Di Maggio. Secondo i carabinieri di Bagheria sarebbero state pagate tangenti sotto forma di assunzioni di parenti e amici, incarichi per il sostegno ai disabili, per la raccolta dei rifiuti o per il rilascio di concessioni edilizie. La prassi era consolidata da oltre due anni, con lavori e appalti in cambio di assunzioni e talvolta anche di denaro. Ci sono anche degli indagati, fra cui imprenditori e i commercianti che hanno pagato politici e funzionari comunali. L’indagine era stata avviata quando un’alluvione in una casa abusiva nelle campagne di Casteldaccia provocò, nel novembre dello scorso anno, la morte di nove persone. Nove persone, tra adulti e bambini, tutti appartenenti alla stessa famiglia e travolti il 3 novembre dalla piena del fiume Milicia che investì la villetta. Fin dai giorni immediatamente successivi alla tragedia di Casteldaccia su quella villetta si sono concentrate le attenzioni della magistratura.

Terremoto al comune di Casteldaccia

Ecco cosa è emerso dalle indagini – A quanto ricostruito, il sindaco di Casteldaccia Di Giacinto avrebbe firmato un accordo di partenariato tra il Comune e una cooperativa, dietro la promessa di vedere selezionati – come volontari del Servizio civile nazionale 2018 – alcune persone indicate da lui, dal suo vice e da Tomasello. I due componenti della giunta si sarebbero spesi per convincere il sindaco a sottoscrivere l’accordo in tempi brevi, in modo che la coop potesse allegare l’intesa alla richiesta di finanziamenti da presentare alla Regione. Il vice Montesanto e l’assessore avrebbero anche collaborato a predisporre i documenti necessari all’accordo di partenariato, tramite contatti con l’assessorato regionale al Lavoro. Il primo cittadino del comune siciliano, secondo le indagini, avrebbe anche favorito una società per l’appalto della raccolta differenziata, chiedendo in cambio l’assunzione di alcune persone. Infine, Buglino e Merlino si sarebbero attivati per la concessione di due sanatorie edilizie, predisponendo falsa documentazione per il buon esito delle pratiche, in cambio di “utilità da parte dei richiedenti”.

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