Centro benessere sotto sequestro: ipotesi favoreggiamento della prostituzione

Blitz della Guardia di Finanza in un’attività tra il centro e la periferia: tre operatrici senza contratto e presunte prestazioni extra rispetto ai massaggi

Redazione
Centro benessere sotto sequestro: ipotesi favoreggiamento della prostituzione
Centro benessere sotto sequestro: ipotesi favoreggiamento della prostituzione

Centro benessere sotto sequestro: ipotesi favoreggiamento della prostituzione. Blitz della Guardia di Finanza in un’attività tra il centro e la periferia: tre operatrici senza contratto e presunte prestazioni extra rispetto ai massaggi.

Quello che all’esterno appariva come un ordinario centro massaggi si sarebbe rivelato, secondo gli inquirenti, un luogo in cui venivano offerte anche prestazioni di natura diversa rispetto ai trattamenti benessere dichiarati.

È quanto emerso da un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Caserta, sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

L’intervento si è concentrato su una singola struttura situata in un’area di confine tra il centro cittadino e la prima periferia del capoluogo. L’attività investigativa è partita nell’ambito dei controlli economico-finanziari ordinari sul territorio e si è sviluppata in pochi giorni, senza collegamenti – allo stato attuale – con altre realtà simili.

Il blitz è stato formalmente avviato come verifica amministrativa sulle condizioni di lavoro delle operatrici impiegate nel centro. Durante l’accesso, però, i finanzieri avrebbero riscontrato elementi ritenuti incompatibili con una normale attività estetica: le stanze sarebbero state arredate con letti matrimoniali anziché con i consueti lettini da massaggio.

Determinante, secondo quanto riferito, anche il ritrovamento di una delle operatrici in compagnia di un cliente. Quest’ultimo avrebbe ammesso di aver concordato una prestazione che andava oltre il semplice massaggio. Circostanze che sarebbero state confermate anche da altre dichiarazioni raccolte sul posto.

Nel corso del controllo sono state identificate tre lavoratrici italiane, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, risultate prive di un regolare contratto di lavoro. Le modalità delle prestazioni e i compensi, secondo l’accusa, sarebbero stati stabiliti di volta in volta con la titolare, senza un tariffario ufficiale esposto.

Sulla base degli elementi acquisiti, la Procura ha contestato alla responsabile dell’attività l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione. Il locale è stato sottoposto a sequestro preventivo, misura adottata nella fase iniziale delle indagini.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la titolare è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva. Non risultano, al momento, provvedimenti nei confronti del cliente identificato. Proseguono intanto gli accertamenti sotto il profilo lavorativo e fiscale per verificare eventuali ulteriori irregolarità nella gestione dell’attività.

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