Chieri: arrestato per torture e sevizie alla compagna

La donna è stata costrettta a subire pratiche sessuali estreme

Redazione
Chieri: arrestato per torture e sevizie alla compagna
foto repertorio

Chieri: arrestato per torture e sevizie alla compagna. La donna è stata costrettta a subire pratiche sessuali estreme.

Per lunghe ore sarebbe stata costretta a subire pratiche sessuali estreme dal partner, che l’avrebbe sottoposta anche a diverse violenze fisiche usando un taser artigianale, colpi di pistola ad aria compressa, strangolamenti e percosse.

Per l’uomo sono scattate subito le manette ai polsi con l’accusa di tortura. I carabinieri della Compagnia di Chieri, in provincia di Torino, sono intervenuti dopo la segnalazione dei medici del locale ospedale, dove la donna era stata ricoverata: presentava fascette strette alle caviglie.

Ai sanitari la vittima ha dichiarato di aver subito per 12 ore sevizie fisiche e psicologiche da parte del proprio partner, in quella che in un primo momento doveva essere una pratica concordata di ‘Bdsm consensuale/non consensuale’.

Durante il rapporto, invece, il compagno avrebbe iniziato con violenze brutali, diverse da quelle stabilite. All’arrivo in ospedale, infatti, la donna aveva lesioni in tutto il corpo, segni di strangolamento al collo e un trauma facciale.

Dopo aver raccolto la sua testimonianza, gli investigatori dell’Arma si sono recati a casa della coppia, trovando il compagno intento a sistemare l’abitazione, visibilmente sotto l’effetto di droghe che avrebbe sostenuto di aver consumato anche la donna.

Nell’abitazione, in evidente stato di disordine compatibile con degli episodi di colluttazione, i militari hanno trovato uno strumento di bloccaggio artigianale appeso al muro utilizzato dall’uomo per immobilizzare la compagna sospesa per i polsi.

In altre stanze sono stati trovati un taser artigianale ricavato da una racchetta elettrica per zanzare modificata, una pistola a gas con numerosi proiettili e vari strumenti per pratiche sessuali estreme con punte e catene in metallo.

La donna dopo ore è riuscita a contattare il 112, chiedendo l’aiuto del personale sanitario e segnalando di essere vittima di ripetute violenze sessuali da parte del compagno, alle quali si era poi espressamente opposta, revocando l’iniziale consenso prestato. Il gip ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare del carcere.

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