Civita di Bojano: Nicola De Gregorio massacrato in casa
Il 50enne è stato ucciso da un 35enne per un bicchiere di vino. L'aggressore aveva il braccialetto elettronico e un divieto di dimora. Sconvolgente la confessione: "È successo quello che non doveva succedere"
Civita di Bojano: Nicola De Gregorio massacrato in casa. Il 50enne è stato ucciso da un 35enne per un bicchiere di vino. L’aggressore aveva il braccialetto elettronico e un divieto di dimora. Sconvolgente la confessione: “È successo quello che non doveva succedere”.
A Civita di Bojano, in provincia di Campobasso, nel cuore del borgo antico, un gesto di ospitalità e cortesia si è trasformato in un incubo di inaudita violenza.
L’omicidio di Nicola De Gregorio, 50 anni, operaio stimato a Campobasso, scuote una comunità che già da tempo viveva nel timore dell’aggressore, un uomo che ha violato ogni restrizione legale per compiere l’irreparabile.
Dall’accoglienza al massacro
Il delitto si è consumato intorno alle 21:00 di ieri, martedì 5 maggio, in largo San Giovanni. Secondo la testimonianza della sorella della vittima, il 35enne, Luigi Monaco, (già noto alle forze dell’ordine) stava cercando della legna per scaldarsi.
De Gregorio, vedendolo fuori al freddo, lo ha invitato in casa per offrirgli un bicchiere di vino. Un gesto di umanità pagato con la vita.
All’interno dell’abitazione, in cantina, l’aggressore — presumibilmente in stato di alterazione da alcol e droga — ha colpito il proprietario di casa prima con calci e pugni e poi con un oggetto contundente, rendendo il volto della vittima irriconoscibile.
“Lo ha colpito con un oggetto contundente e gli ha spaccato il cranio. Nicola era un buono, perché sia successo non lo so” ha detto il lacrime la sorella.
A fare la tragica scoperta è stato il figlio di Nicola, che si è trovato davanti a una scena raccapricciante. Sembra che l’omicida abbia minacciato anche il ragazzo prima di allontanarsi.
Il paradosso legale e l’arresto
L’arresto del 35enne solleva interrogativi pesantissimi sulla sicurezza e sui controlli. L’uomo era sottoposto a un provvedimento di allontanamento da Bojano e indossava il braccialetto elettronico. Nonostante ciò, si aggirava indisturbato nel borgo.
Subito dopo il delitto, l’aggressore ha bussato alla porta della cognata della vittima pronunciando la frase: “È successo quello che non doveva succedere”, prima di essere bloccato dai Carabinieri della Compagnia di Bojano.