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Colf, badanti e baby sitter: nuove tabelle retributive

Pubblicato il 17 Gennaio 2023 - 8:30

Colf, badanti e baby sitter: nuove tabelle retributive

Colf, badanti e baby sitter: nuove tabelle retributive. Definite le nuove tabelle retributive applicate agli assistenti familiari colf, badanti e baby sitter.

In sede di Commissione Nazionale, le parti sociali firmatarie del Contratto nazionale, i sindacati di categoria e le associazioni datoriali di settore, hanno confermato la misura.

Per effetto della quale gli adeguamenti sono computati in misura pari all’80% delle variazioni del costo della vita. Rilevate dall’Istat al 30 novembre 2022 per le retribuzioni minime contrattuali e in misura pari al 100% per i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio.

L’aumento retributivo, per un assistente familiare che assiste persone non autosufficienti inquadrato nel livello C super con decorrenza dal mese di gennaio 2023, è pari ad un incremento tabellare di 94,42 euro.

L’aumento retributivo, da riparametrare per gli altri livelli, va da un minimo di 61,10 per il livello A ad un massimo di 116,64 per il livello D super.

Adeguamento ai minimi tabellari

L’adeguamento dei minimi tabellari aggiorna anche il sistema indennitario e mette in evidenza, in modo inequivocabile che, gli assistenti familiari per effetto del tasso inflattivo avranno una scarsa percezione degli aumenti, soprattutto coloro che effettuano la prestazione di lavoro in regime di non convivenza, ovvero per poche ore la settimana, i cui aumenti sono di pochi centesimi all’ora. Si passa dai 0,44 centesimi per il livello A ai 0,79 al livello D super.

“La contrattazione si conferma, dunque, strumento risolutivo nel settore del lavoro domestico. Dove le Parti Sociali, con lungimiranza, hanno definito un meccanismo pattizio volto ad adeguare le retribuzioni. E in grado di preservare il potere di acquisto degli assistenti familiari” ha dichiarato la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca.

Il ruolo svolto dagli assistenti familiari, ha chiosato la sindacalista, è sempre più centrale e determinante. In un Paese longevo quale il nostro, e necessita di una seria riflessione sulle politiche di welfare pubblico, nonche’ sulle misure volte al contrasto del lavoro sommerso”.

“Su questo, ha, poi, concluso, tutti gli attori sociali dovranno congiuntamente impegnarsi maggiormente nel prossimo futuro. A nostro avviso è sbagliato generare ulteriori e gravosi allarmismi che nuocciono alle persone che mettono in contrapposizione i nuclei familiari”.

Redazione L'inserto

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