Contributo fondo perduto filiera alimentare: a chi spetta e come si richiede

Bonus ristoranti, ovvero il contributo a fondo perduto per la filiera alimentare per l’acquisto di materia prima nazionale: vediamo a chi spetta e come si richiede secondo la bozza del decreto Agosto
2 mesi fa
6 Agosto 2020
di redazione

Contributo fondo perduto filiera alimentare: a chi spetta e come si richiede. Contributo a fondo perduto per i ristoranti e per tutta la filiera alimentare nel decreto Agosto. La proposta era partita dalla ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova.

In un primo momento l’entità del contributo ammontava a 5.000 euro, ma nell’ultima bozza disponibile del decreto non si menzionano cifre e importi.

Ci sono maggiori informazioni però circa le modalità di richiesta del bonus e a chi spetta.

L’obiettivo è quello di dare una mano a un settore fortemente in crisi a causa della mancanza di turisti.

L’obiettivo è quello di creare un apposito Fondo che eroghi i contributi a ristoranti e pizzerie, da spendere per l’acquisto di prodotti agroalimentari nazionali.

Si prova così a sistemare il buco di 34 miliardi di euro previsto da Coldiretti a causa del coronavirus creando un circolo virtuoso.

Contributo a fondo perduto per la filiera alimentare: a chi spetta

Uno dei settori più colpiti dalla crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria è quello turistico, comprendendo anche il comparto della ristorazione.

Non solo infatti l’assenza di turisti è un problema, ma anche per italiani mangiano più spesso a casa.

La ristorazione italiana rischia un crack da 34 miliardi di euro a causa del crollo del turismo; e anche del ridimensionamento dei consumi anche da parte degli italiani.

Per fare una mano al settore fortemente in crisi, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha proposto di istituire un fondo ad hoc di un 1 miliardo di euro da destinare a 180.000 ristoranti e pizzerie.

Secondo quanto contenuto nella bozza del provvedimento, il contributo sarà destinato a tutte le imprese in attività con codice Ateco 56.10.11 (ristorazione con somministrazione).

Tale contributo è utilizzato per l’acquisto di prodotti di filiere agricole e alimentari da materia prima integralmente italiana, compresi quelli vitivinicoli.

Contributo a fondo perduto per la filiera alimentare: come si richiede?

Il bonus è erogato con un anticipo del 90% al momento della domanda. Sono da presentare i documenti fiscali attestanti gli acquisti effettuati, anche non quietanzati.

Il saldo è effettuato alla certificazione mediante presentazione della quietanza di pagamento che andrà effettuato con mezzi tracciabili.

L’erogazione del beneficio è effettuata nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis.

Per l’accesso ai benefici, il richiedente dovrà registrarsi all’interno della piattaforma digitale, messa a disposizione del concessionario convenzionato, denominata “piattaforma della ristorazione”, oppure dovrà recarsi presso gli sportelli del concessionario convenzionato.

Che sia una richiesta digitale o di persona, sono da fornire i dati richiesti, tra cui la copia del versamento dell’importo di adesione all’iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento, fisico o digitale.

Verranno stabiliti i criteri, le categorie di prodotto e le modalità di erogazione dell’aiuto tramite decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Agosto.

Bonus ristoranti a fondo perduto contro il calo del 40% dei consumi

Il bonus potrebbe contribuire in modo generoso a risollevare la liquidità di migliaia di attività. La situazione fotografata da Coldiretti lascia senza fiato: il calo dei consumi extradomestici stimato su dati Ismea è del 40%.

Un duro colpo per l’economia nazionale, visto che prima del coronavirus la spesa degli italiani per mangiare fuori casa era pari al 35% del totale dei consumi alimentari per un valore di 86 miliardi di euro.

Una drastica riduzione dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari (vino, birra, carne, pesce, frutta, verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità) che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

La ristorazione in settori come quello ittico e vitivinicolo, precisa la Coldiretti, rappresenta il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Oltre al calo dei consumi dovuto alle nuove scelte degli italiani però pesa soprattutto la mancanza del turismo dall’estero con oltre 16 milioni di cittadini stranieri in vacanza in Italia nel 2019 durante i mesi di luglio, agosto e settembre, sempre secondo l’analisi Coldiretti su dati Bankitalia. (Fonte Money.it)