Crocifisso o Crocefisso? La parola della Crusca

Grammaticalmente equivalenti, ma la storia sceglie la "i". L'accademica Rita Librandi: «Privilegiare la forma più antica, simbolo di nuova vita»

Redazione
Crocifisso o Crocefisso? La parola della Crusca

Crocifisso o Crocefisso? La parola della Crusca. Grammaticalmente equivalenti, ma la storia sceglie la “i”. L’accademica Rita Librandi: «Privilegiare la forma più antica, simbolo di nuova vita».

L’analisi etimologica e storica

La questione non è di “giusto o sbagliato”, ma di tradizione e filologia. Il termine deriva direttamente dal latino crucifixus. Per questo motivo, la forma “crocifisso” è considerata la più corretta e fedele all’origine.

La variante con la “e”, “crocefisso”, evoluzione volgare, è nata successivamente (fine XIII secolo), influenzata per analogia dal sostantivo “croce”. Sebbene coesistano da secoli, i dati di Google Libri tra il 1600 e il 2000 confermano una prevalenza della forma in “i” (287 testi contro 255).

Il verdetto dei dizionari

Le massime autorità linguistiche italiane non hanno dubbi sulla gerarchia. L’Accademia della Crusca e Treccani riportano a lemma principale esclusivamente “crocifisso”.

Gradit e GDLI inseriscono “crocefisso” solo come variante secondaria o meno comune. Anche i nomi propri seguono la regola storica, come nel caso di Santa Maria Crocifissa Di Rosa.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR