Cyber-Corruzione: il sistema dei “fondi neri” e le mazzette nella Difesa

Gare truccate per milioni di euro, fatture false e orologi di lusso. Indagati generali e dirigenti di Terna, Rfi e Polo Strategico Nazionale

Redazione
Cyber-Corruzione: il sistema dei “fondi neri” e le mazzette nella Difesa
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Cyber-Corruzione: il sistema dei “fondi neri” e le mazzette nella Difesa. Gare truccate per milioni di euro, fatture false e orologi di lusso. Indagati generali e dirigenti di Terna, Rfi e Polo Strategico Nazionale.

Un terremoto giudiziario scuote le fondamenta della Difesa e delle grandi partecipate di Stato. La Procura di Roma ha scoperchiato un “articolato sistema criminale” capace di infiltrare i gangli vitali dell’informatica pubblica, da Terna a Rfi, fino al cuore del Ministero della Difesa.

L’inchiesta, nata da una costola dello scandalo Sogei del 2024 e innescata anche da un esposto del ministro Crosetto, vede oggi 26 indagati tra imprenditori, dirigenti e alti ufficiali.

I protagonisti del network illecito

Al centro della ragnatela, secondo i Pm, si muovevano due figure chiave. Francesco Dattola (Nsr), imprenditore della cyber security che, attraverso fatture false e lo smercio di orologi di lusso, avrebbe creato un fondo nero da 590.000 euro in contanti per corrompere funzionari e garantirsi appalti d’oro.

Antonio Spalletta,  “grande mediatore” della Difesa. Grazie a una fittissima rete di relazioni, Spalletta era in grado di incidere sui processi decisionali dello Stato, millantando o garantendo promozioni a militari compiacenti.

Appalti truccati e “bozze in anteprima”

Il sistema non si limitava a oliare i meccanismi, ma riscriveva le regole del gioco. Il caso Rfi: Dattola avrebbe tentato di condizionare una gara da 400 milioni di euro, ottenendo la bozza del capitolato in anteprima e suggerendo modifiche per favorire le sue società. “Così io lo metto dentro er capitolato”, diceva intercettato.

Promozioni in cambio di favori: Spalletta avrebbe favorito la carriera del generale dell’Aeronautica Pierfrancesco Coppola in cambio di informazioni privilegiate su un bando per sonde meteorologiche.

Favori personali: al Ministero della Difesa, un Direttore generale avrebbe asservito le sue funzioni in cambio di cene e dell’interessamento per far ottenere un posto di lavoro alla figlia in banca.

Infiltrazione nel Polo Strategico Nazionale

L’indagine evidenzia come il gruppo fosse riuscito a penetrare nel Polo Strategico Nazionale (partecipato da giganti come Tim, Leonardo e Cassa Depositi e Prestiti), mettendo a rischio la gestione di infrastrutture digitali critiche per la sicurezza del Paese.

L’impatto dell’inchiesta

L’indagine promette nuovi sviluppi. Sebbene un ex sottosegretario sia risultato estraneo ai fatti, la capacità di Spalletta di muoversi tra i vertici politici e militari suggerisce l’esistenza di un “sottobosco” di favori ancora da esplorare.

La Guardia di Finanza sta ora analizzando il materiale sequestrato nelle perquisizioni per rintracciare l’intera destinazione dei fondi neri.

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